Bilancio in rosso. Assemblea dei soci spostata per due volte. Il comitato azionisti della Banca popolare di Bari chiede maggiore trasparenza e presenta delle proposte per il prossimo cda, a partire dalla richiesta di prevedere nel consiglio di amministratore un proprio rappresentante.

“Il progetto di bilancio 2018 della banca ha visto dare numeri diversi per tre volte in un mese, numeri sempre in peggioramento: non ricordiamo che vi sia mai stato un precedente storico analogo – si legge in una nota –  l’assemblea è stata spostata per ben due volte, ed ora è fissata a domenica 21 luglio, ma non si conosce ancora l’ordine del giorno, la lista dei candidati al Consiglio di Amministrazione, il progetto di bilancio che si sottoporrà ai soci, perché la banca ritiene di dover attendere l’ultimo giorno utile di legge in cui poterlo fare. Contestiamo da sempre questo modo di procedere. Gli ultimi segnali, in ordine cronologico, che arrivano dalla banca dimostrano che l’urgenza maggiore per  la banca è meritare e recuperare la fiducia dei suoi veri ed unici proprietari, ossia degli azionisti, i quali peraltro sono anche correntisti e quindi clienti”. Gli azionisti chiedono un cda “rinnovato e che abbia un progetto per ridare redditività alla banca e liquidabilità al titolo azionario”.

“A fronte di tanto l’assemblea del 21 luglio – prosegue la nota –  potrebbe essere una delle ultime occasioni possibili per la banca per cercare di recuperare il rapporto con i suoi soci e clienti, ma per fare questo occorrono azioni concrete e non parole di generica rassicurazione. Il Comitato ritiene un requisito minimo di buon senso e di correttezza che – dopo tutto quello che è accaduto – fra gli undici componenti del Consiglio di Amministrazione, vi sia il presidente del Comitato, Canio Trione, che è un economista, con esperienza universitaria, autore di varie pubblicazioni scientifiche sui temi economici, con un curriculum idoneo per fare parte del CDA. In secondo luogo, la sua nomina garantirebbe la presenza di una persona che è espressione diretta dei piccoli azionisti della banca, i quali oggi hanno la netta percezione di non essere rappresentati all’interno del Consiglio. In terzo luogo, è l’unico di cui i soci possono conoscere le idee ed i programmi per ridare stimolo alla banca ed al titolo azionario”.

Il Comitato degli azionisti – continua la nota – ha quindi presentato sette proposte per ridare “redditività alla banca”:

a) costituzione di un Fondo che garantisca un dividendo e ridia liquidità al titolo azionario;

b) allargare la possibilità di sospensione della corresponsione della sorte capitale di mutui e finanziamenti, anche alle Pmi.

c) Per le aziende del settore agricolo è opportuno offrire, oltre a quanto previsto nel punto precedente, anche un contratto di mutuo misto (e cioè che contempli sia uno scopo predeterminato, sia liquidità) opportunamente garantito, che includa nel proprio costo in termini di interessi anche una assicurazione contro gli eventi atmosferici avversi a favore della banca.

d) Ai clienti che abbiano restituito regolarmente più della metà di quanto prestatogli, la banca può offrire senza oneri di sorta e a valere sulla garanzia già esistente, fino ai due terzi di quanto restituito, alle stesse condizioni originarie. Si tratta di una misura significativa sul piano dimensionale e costituisce, per l’impresa e la famiglia che abbia dato buona prova di se, una “riserva” che conferisce una più grande serenità economica e quindi l’effetto “ricchezza”, senza costi e lungaggini burocratiche ma in maniera prevedibile ed affidabile.

e) In vista della introduzione del mercato libero dell’energia, la banca può offrire agli azionisti un contratto per la fornitura di energia elettrica (su cui la banca percepisce una commissione) che abbia vantaggi economici notevoli per il cliente (ottenuti grazie alla negoziazione per numeri importanti nella trattativa con la società energetica).

f) In vista della necessità di ampliare l’attività delle popolari è necessario meglio utilizzare le risorse umane esistenti e orientarle all’assistenza effettiva e di servizi utili per la clientela.

“Su queste  proposte concrete – concludono  le associazioni riunite nel comitato –   chiediamo che la banca si confronti, non in maniera strumentale per “superare” il 21 luglio, ma per dimostrare di avere la capacità – con i fatti – di recuperare la fiducia dei suoi soci e clienti dal 22 luglio”.

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