È stato scarcerato e si trova adesso agli arresti domiciliari uno dei maggiorenni, 23 anni, arrestati perché accusato di far parte della banda di giovanissimi di Manduria, in provincia di Taranto (nota in particolare sui social anche come “comitiva degli orfanelli”) che avrebbe maltrattato e vessato in modo continuo Cosimo Antonio Stano, il pensionato e disabile psichico 66enne, morto il 23 aprile scorso nell’ospedale della cittadina messapica per le conseguenze di altre patologie ma anche, come sostengono gli inquirenti, per l’isolamento e la rinuncia a curarsi dovuti al vero e proprio stato di assedio cui i bulli lo avrebbero sottoposto.

Il giovane, che rimane indagato per tortura aggravata dalla morte della vittima e altri reati come stalking, violazione di domicilio e danneggiamento, era stato destinatario di una misura cautelare di arresto anche per una seconda vicenda quella riguardante gli atti di bullismo e violenza ai danni di un altro disabile psichico di Manduria, di 53 anni. In questo caso risponde di lesioni. Il Tribunale del Riesame per questa seconda vicenda gli aveva già concesso i domiciliari ma il 23enne era rimasto detenuto per la prima vicenda quella di Stano, nonostante il ricorso al Riesame e in Cassazione.

Uno dei suoi difensori, l’avvocato Gaetano Vitale, ritenendo che non sussistono le esigenze cautelari, ha quindi reiterato la richiesta di scarcerazione al gip Rita Romano. Quest’ultima, anche in forza della decisione del Riesame sulla seconda imputazione relativa alla vicenda del 53enne, ha concesso i domiciliari nonostante il parere contrario del pubblico ministero. Rimangono in carcere un altro maggiorenne (19 anni) e restano detenuti in un istituto penale minorile due minorenni. Un terzo maggiorenne, coinvolto solo nelle persecuzioni al 53enne, si trova ai domiciliari da qualche giorno. Diversi minorenni coinvolti nei due casi sono passati dall’istituto penale minorile Fornelli di Barialla collocazione in comunità di accoglienza.

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