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Gli operatori dell’assistenza domiciliare, oggi 30 luglio, hanno scioperato dopo la decisione delle cooperative sociali Sirio, Occupazione e solidarietà e Fondazione Acli Epass, gestori del servizio SAD e ADI del Comune di Bari, “di procedere ad una riduzione dei parametri contrattuali, ad una riduzione dei diritti salariali per tutte le unità, nessuna esclusa, provenienti dalla annosa vertenza ex Onpi (Opera Nazionale Pensionati d’Italia) storica casa di riposo e residenza socio sanitaria per anziani di proprietà del Comune”.

È stato organizzato un sit-in di protesta davanti al Comune.

“In merito alla giornata di sciopero – replicano dal Comune – la ripartizione Servizi alla persona precisa che le istanze espresse dai sindacati sono già state affrontate nel corso della riunione tenutasi presso la Prefettura di Bari lo scorso 18 giugno, durante la quale l’amministrazione comunale ha ribadito il forte impegno mostrato in questi anni a tutela del mantenimento del servizio a favore degli utenti nonché della salvaguardia degli operatori. Il servizio di assistenza domiciliare è stato più che triplicato in questi anni sulla città di Bari, favorendo il coinvolgimento di un larghissimo nuovo numero di utenti fragili, grazie alla capacità dell’amministrazione di attivare fondi PAC del Ministero degli Interni, attualmente sospesi”.

“Nonostante le grandi difficoltà – spiegano ancora – l’amministrazione ha cercato di mantenere inalterata l’offerta di ore di assistenza domiciliare senza mai interrompere l’erogazione del servizio, impiegando risorse rivenienti dal bilancio comunale, stanziate appositamente per soddisfare la domanda dei cittadini e, al contempo, le esigenze lavorative dei dipendenti. Inoltre, in questi ultimi mesi, è stata contestualmente effettuata una variante all’accordo quadro che ha permesso di convertire le ore previste per l’assistenza domiciliare ADI, non erogate a causa della fluttuazione della domanda, in ore per lo svolgimento del servizio SAD al fine di offrire una rimodulazione dell’offerta che rispondesse ai bisogni effettivi. L’amministrazione ha accompagnato anche la mediazione sindacale dei mesi scorsi con l’obiettivo di permettere la continuità assistenziale, pur non essendoci applicazione della clausola sociale trattandosi di un accordo quadro conforme alle linee guida PAC, in cui sono successivamente confluiti altri utenti ultrasessantacinquenni e disabili provenienti da altri appalti scaduti. Durante l’ultimo incontro del 18 giugno tra sindacati ed ente gestore in Prefettura, la parte datoriale ha accolto molte richieste dei lavoratori quali la mensilizzazione della retribuzione, il riconoscimento dei tempi di trasferimento nell’orario di lavoro e gli scatti di anzianità nel limite del 50%, pur non essendovi continuità del rapporto contrattuale con il precedente gestore. In tale occasione i sindacati non hanno accettato quanto offerto dall’ente gestore, richiedendo il pagamento per intero della pregressa retribuzione, interrompendo così ogni tipo di trattativa”.

“Pertanto – la chiosa – per quanto nelle competenze dell’amministrazione comunale, si è cercato di tutelare in tutti i modi la continuità assistenziale nei confronti degli utenti e, al contempo, il diritto al lavoro degli operatori”.


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