Sarebbero circa 11 mila le uscite di dipendenti pubblici che hanno fatto ricorso a Quota 100 con decorrenza da agosto, primo mese utile per andare via dalla Pubblica amministrazione, attraverso il nuovo meccanismo di pensione anticipata, che somma età e contributi. Gli assegni già liquidati grazie a Quota 100 sono invece circa 9 mila a cui si aggiungerebbero quindi altri 2000 circa. Queste le stime che, a quanto si apprende da fonti, emergono dai dati in possesso dell’Inps. Per il 2019 sono stimate 250 mila uscite e si parla di mezzo milione per i prossimi anni.

Preoccupante la situazione nelle scuole. A settembre su 5 cattedre una sarà occupata da un supplente. Lo dicono i sindacati e lo confermano i numeri: i docenti italiani sono oltre 800 mila; i supplenti oscillano tra i 120 mila secondo la Flc Cgil e i 180 mila calcolati dalla Uil, fino ai 200 mila per il giovane sindacato Anief. Di fatto “Quota 100” ha accelerato la carenza di prof: i pensionamenti, in seguito al provvedimento, sono stati 17.807 che si aggiungono ai 15.371 pensionamenti ordinari. Quest’anno poi i posti lasciati liberi dai pensionati “Quota 100” non verranno coperti da personale di ruolo: le domande potevano arrivare all’Inps entro febbraio e i numeri non sono stati elaborati nei tempi utili. Di qui il numero alto di supplenti che si profila alla riapertura delle scuole.

(Ansa)

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