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La denuncia è del consigliere regionale dei Cinque stelle, Mario Conca. Che elenca, in una nota, i vari casi di malasanità delle ultime settimane. A cominciare da quello di un bimbo di un anno che cadendo si è tagliato la lingua e dopo essere passato dal Miulli, dall’Ospedale Pediatrico e dal Policlinico, è tornato a casa  senza alcuna medicazione perché non si è trovato un anestesista disposto ad anestetizzarlo per la sutura.

Poi c’è il 95enne affetto da Alzheimer spostato dal Di Venere al Policlinico a Bisceglie.

“Mentre Emiliano inaugurava la stessa sala operatoria già inaugurata da Vendola più di cinque anni fa, e mai utilizzata, la vera sanità – continua Conca – quella fatta di accoglienza e supporto alle persone deboli, veniva puntualmente ignorata. Mentre Emiliano inaugurava, con tutto il personale e la dirigenza in parata, due reparti esistenti che erano stati sottoposti ad una doverosa ristrutturazione, un signore di 95 di Bari affetto da Alzheimer, veniva sballottato dal Di Venere al Policlinico per poi approdare alla Neurologia di Bisceglie, perché manca un percorso definito per i pazienti psichiatrici. La stessa mancanza – racconta – che ha causato l’aggressione ad un medico del pronto soccorso di Carbonara. Sempre ieri, un ragazzo con disforia mi ha parlato della sua attesa logorante di un anno per la presa in carico per il percorso che lo renderà felice e ho ascoltato la storia di un bambino di un anno che cadendo si è tagliato la lingua e dopo essere passato dal Miulli, dall’Ospedale Pediatrico e dal Policlinico, è tornato a casa  senza alcuna medicazione perché non si è trovato un anestesista disposto ad anestetizzarlo per la sutura. Questo è solo uno spaccato: la realtà, purtroppo, è molto più drammatica. Eppure Emiliano tutto ciò non lo sa – ironizza il pentastellato – impegnato a tagliare nastri. L’unica buona notizia per i cittadini è l’imminente apertura del nuovo Pronto Soccorso del Policlinico, dove ieri ho fatto un sopralluogo per accertarmi dello stato dei lavori. Un reparto pensato sul modello svedese con raffigurazioni familiari, musica di sottofondo e percorsi separati per i vari codici. Speriamo che non sia il solo caso di promessa mantenuta di questa legislatura”.

Qui la replica del Giovanni XXIII.


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1 COMMENTO

  1. Gentile Dr Mario Conca , e Gentile Sig Giornalista redattore dell’articolo. Mi presento, sono il Direttore della UOC di Anestesia, Rianimazione e Terapia Intensiva Cardiochirurgia dell’Ospedale Giovanni XXII di Bari. Ho letto con attenzione e grande stupore il suo commento alla supposta inadempienza assistenziale di cui ha sofferto il bimbo di un anno cui sarebbe stata negata assistenza anestesiologica per esecuzione di una sutura. Ancora maggiori sono stati il mio stupore, la mia sorpresa e la voglia di comprendere realmente l’accaduto, quando ho letto come nell’ospedale dove presto la mia opera si sarebbe verificata tale evenienza per mancanza di anestesisti disponibili a dare assistenza in urgenza. Ho immediatamente iniziato un percorso conoscitivo con i miei collaboratori e con i medici del pronto soccorso e, come ero certo, nessuno dei miei collaboratori mi ha riferito di una richiesta giunta per assistenza al bimbo ferito. Inoltre, essendo io in servizio quel giorno , ove si fosse verificata tale necessità, avrei provveduto come spesso mi accade, ad assistere personalmente il piccolo paziente. Anche perché l’assistenza di rianimazione, pronto soccorso e sale operatorie è dal mio personale garantita al 100% nelle 24 ore. Non è mio compito indagare su come la notizia sia a voi giunta , sul come sia stata definita da un dato di fatto incontrovertibile e documentato, ma è indubbio che nel mio ruolo etico e professionale non poso fare passare tale inesattezza senza chiedere una immediata smentita. Sarei lieto di mostrare a lei politico e a lei comunicatore direttamente quanto e cosa gli anestesisti miei collaboratori garantiscono, nonostante siano numericamente la metà di quanto dovrebbero essere , a tutti i pazienti pugliesi e dalle regioni vicine. Rinnovo l’invito a raggiungerci.

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