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Il gup del Tribunale di Bari Giovanni Abbattista ha rinviato a giudizio quattro persone, tutti rumeni appartenenti allo stesso nucleo familiare (una coppia, il figlio e la compagna), accusati di riduzione in schiavitù, prostituzione minorile e sequestro di persona nei confronti di tre minorenni di 16 e 17 anni connazionali.

Il processo inizierà dinanzi alla Corte di Assise di Foggia il 14 gennaio 2020. Nell’udienza preliminare si sono costituite parte civile una delle vittime e l’associazione Gens Nova. I fatti contestati dal pm della Dda di Bari Simona Filoni risalgono al periodo compreso tra marzo e settembre 2018 e sarebbero stati commessi in un campo nomadi alla periferia di Foggia. Per gli stessi reati altri due minorenni, figli della coppia, saranno processati con il rito abbreviato il 27 settembre.

Stando alle indagini della Squadra Mobile di Foggia «le minori venivano segregate all’interno di alcune baracche, chiuse dall’esterno con una catena ed un lucchetto, picchiate per più giorni per piegare le loro capacità di reazione e costrette a prostituirsi sotto il diretto controllo dei loro aguzzini». Uno degli indagati avrebbe tentato di vendere per 28 mila euro il bambino che portava in grembo una delle minorenni, costrette a prostituirsi anche durante le gravidanze.


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