Bari sta diventando una città sempre più anziana e il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione è ormai evidente nei numeri. Nel Comune si stima che circa una persona su quattro abbia più di 65 anni, con una quota che si avvicina al 24% della popolazione residente, un dato perfettamente in linea con la media delle grandi città metropolitane italiane. Nell’intero contesto della Città Metropolitana la dinamica non cambia, confermando un progressivo aumento della popolazione anziana e un contestuale calo delle fasce più giovani.
Il fenomeno non è nuovo, ma negli ultimi anni ha accelerato. Le analisi ISTAT sulle città metropolitane mostrano infatti che Bari è tra i territori in cui l’invecchiamento è cresciuto maggiormente nell’arco degli ultimi trent’anni, insieme ad altre realtà come Torino e Venezia. Il capoluogo pugliese si colloca oggi in un contesto nazionale in cui gli over 65 rappresentano circa il 25% della popolazione italiana, con un trend destinato a crescere ulteriormente nei prossimi decenni. A livello nazionale, infatti, l’Italia è uno dei Paesi più anziani d’Europa, con una delle incidenze più alte di popolazione over 65 e una prospettiva che porta questa quota ben oltre il 30% entro il 2050.
Il cambiamento è ancora più evidente se si osserva la struttura demografica rispetto al passato. Trenta anni fa la quota degli anziani era sensibilmente più bassa, mentre oggi si registra una crescita costante degli over 75 e degli ultraottantacinquenni, con un progressivo aumento della speranza di vita e un contestuale calo delle nascite. Questo squilibrio ha modificato profondamente la piramide demografica, rendendo sempre più pesante la componente anziana rispetto a quella giovane.
Il dato barese si inserisce in un quadro nazionale molto differenziato tra le grandi città italiane. Le città del Nord risultano mediamente più anziane: Genova è il caso più estremo, con una quota di popolazione over 65 che supera il 29%, una delle più alte d’Italia. Anche Milano, Torino e Bologna presentano valori elevati, seppur più bilanciati grazie alla forte presenza di popolazione attiva e immigrata. Firenze si colloca su livelli intermedi, con una struttura demografica tendenzialmente anziana ma meno sbilanciata rispetto ad altre città del Centro-Nord.
Nel Mezzogiorno il quadro è leggermente diverso. Napoli e Palermo presentano percentuali di anziani più basse rispetto alle città del Nord, anche per effetto di una popolazione mediamente più giovane, ma comunque in progressivo invecchiamento. Bari si colloca in una posizione intermedia: non tra le città più anziane d’Italia come Genova o alcune aree del Nord, ma nemmeno tra quelle più giovani del Sud. È una città che sta attraversando una fase di transizione demografica, con un equilibrio sempre più fragile tra generazioni.
Un altro elemento rilevante riguarda la composizione delle famiglie. Cresce il numero di anziani che vivono da soli, mentre diminuiscono i nuclei familiari numerosi. Questo fenomeno, comune a molte città italiane, ha conseguenze dirette anche sul sistema sociale e sanitario, aumentando la domanda di assistenza e servizi dedicati alla terza età.
Nel complesso, Bari si trova oggi dentro una trasformazione demografica profonda che la accomuna alle principali città italiane, ma con caratteristiche proprie legate al contesto meridionale. L’invecchiamento della popolazione non è più un fenomeno futuro, ma una realtà già consolidata, che sta ridisegnando equilibri sociali, urbanistici ed economici.
In questo scenario si inserisce anche l’iniziativa promossa dalla Regione Puglia nei giorni scorsi con la Giornata Regionale per l’Invecchiamento Sano e Attivo, istituita dalla L.R. n. 16/2019 e tenutasi proprio a Bari. Nel corso dell’evento sono stati presentati 27 progetti finanziati con un importo complessivo di 213.490 euro e sostenuti da AReSS Puglia, con interventi diffusi su tutto il territorio regionale. Le iniziative puntano a promuovere stili di vita attivi, prevenzione sanitaria e socialità, attraverso attività motorie dolci, percorsi culturali e di gruppo, e azioni di sensibilizzazione rivolte al benessere psicofisico. L’obiettivo dichiarato è quello di contrastare isolamento e fragilità, valorizzando al tempo stesso il ruolo delle persone anziane come risorsa attiva all’interno delle comunità locali e rafforzando il sistema di welfare territoriale.
Una città che, come molte altre in Italia, sta cambiando volto: meno giovani, più anziani e una nuova sfida di sostenibilità sociale che nei prossimi anni diventerà sempre più centrale.