Prosegue l’impegno dell’Agenzia Regionale Strategica per la Salute ed il Sociale (AReSS), in stretta sinergia con le Università pugliesi e l’Istituto Superiore della Sanità, nella formazione manageriale del middle e top management sanitario. Dopo la conclusione delle prime due edizioni, al termine delle quali si sono ”diplomati” 65 direttori di struttura complessa al primo incarico, circa 200 dirigenti sanitari parteciperanno al percorso di formazione manageriale per dirigenti sanitari incaricati della direzione di strutture complesse. Il corso è partito con un workshop tenuto nell’Aula Magna “De Benedictis” del Policlinico di Bari.

L’iniziativa formativa, pur rispondendo in parte a indicazioni di legge, non è ispirata solo a una “logica di adempimento” giuridico-amministrativo, essendo orientata a un “modello di formazione” pensato per “accompagnare e supportare” i professionisti, medici certo, ma anche manager della sanità pubblica. Da un lato l’assistenza dei pazienti, dall’altro la gestione dei reparti che dirigono.

Il corso, della durata di 188 ore, suddiviso in 23-24 giornate, è costituito da 10 moduli e si compone di attività formative in aula e momenti di sperimentazione concreta in piccoli gruppi al fine di favorire il passaggio dal livello teorico al livello pratico. L’obiettivo è accrescere e qualificare la professionalità degli operatori del Servizio Sanitario che devono farsi carico del governo clinico della propria unita operativa, tra autonomia professionale e responsabilità di gestione.

L’implementazione degli aspetti organizzativi e amministrativi è demandata all’Università degli Studi Aldo Moro di Bari, in quanto sede del Dipartimento di Medicina e Chirurgia.

Collegato con skype, il direttore generale AReSS Giovanni Gorgoni ha augurato buon lavoro ai discenti, sottolineando l’importanza del corso, fortemente voluto dall’Agenzia. “Questo percorso rappresenta un unicum nel panorama italiano – ha detto Gorgoni -. Siamo orgogliosi di potere dare il nostro contributo messo a disposizione della Regione. Partendo sempre da un presupposto per noi fondamentale: il settore sanitario, al di là delle innovazioni dettate dalla tecnologia, resterà sempre ad “alta densità” di capitale umano”.

“L’obiettivo è portare all’interno del servizio sanitario nazionale e dei servizi sanitari regionali le best practices anche in tema di managment e clinical governance”, ha spiegato Marino Nonis, dell’Istituto superiore di sanità.

“Tutte le università pugliesi hanno fatto massa critica per formare i responsabili di strutture complesse”, ha commentato Federico Gallo, direttore generale Uniba.

“Mettere insieme più competenze è importante per dare ai direttori di struttura complessa una visione generale – ha spiegato Elio Borgonovi, coordinatore scientifico Cursus, Coordinamento universitario regionale per la formazione superiore in salute e sociale – . Siamo di fronte a medici che gestiscono personale e attrezzature costose; che devono avere conoscenze organizzative e gestionali; sapere prendere decisioni e stabilire relazioni. E’ un programma complesso che comprende anche l’umanizzazione dell’assistenza vai pazienti”.

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