Nel Pd passa la linea Emiliano, ma il rischio adesso è che la coalizione di centrosinistra si divida nuovamente. La direzione regionale del Pd, convocata ieri sera a Bari dal segretario regionale Marco Lacarra, dopo una discussione a più voci ha indicato il mese di dicembre come limite temporale per tenere le primarie con cui scegliere il candidato del centrosinistra per le regionali del 2020. Solamente qualche giorno fa, lunedì scorso per la precisione, il Tavolo politico che riunisce tutti i partiti di centrosinistra aveva preso altre decisioni di comune accordo: convention il 10 novembre e primarie a gennaio.

Il Pd pugliese, ora, cambia di nuovo idea e fa arrabbiare gli alleati di Sinistra italiana e persino una fetta del partito stesso: contrari, infatti, sono i renziani.

Il partito porterà una bozza di regolamento per le primarie al tavolo della coalizione nella prossima riunione: in quella sede il Pd proporrà di organizzare entro il 20 ottobre un evento programmatico di coalizione volto a dare l’avvio alla campagna elettorale per le primarie.

Non solo: l’area del Pd che fa riferimento a Emiliano, quella maggioritaria, è contraria ad un’alleanza con il M5S in Puglia, a differenza dei vendoliani, dell’associazione La Giusta causa e dei renziani che ritengono sia necessario avviare un dialogo con i pentastellati.

“Prima le idee, poi le alleanze e infine le candidature. L’accelerazione annunciata dalla direzione regionale del PD sui tempi del confronto verso le Regionali 2020 è irragionevole e rischia di comportare la rottura del campo delle forze progressiste che hanno assunto determinazioni diverse anche sull’allargamento della coalizione, in coerenza con il nuovo quadro politico nazionale”. Lo scrivono in una nota congiunta il movimento La Puglia in Più, La Giusta Causa, Sinistra Italiana e Federico Massa del Pd.

“L’assemblea a Bari già fissata per il 12 ottobre è il luogo idoneo per la discussione e la verifica delle proposte programmatiche e la costruzione di un percorso unitario. Una assemblea aperta al contributo di tutti: movimenti, associazioni, rappresentanti istituzionali”.

I firmatari della nota concludono reiterando l’invito agli esponenti del Movimento Cinque Stelle: “Vogliamo aprire una discussione, non chiuderla. Iniziamo a lavorare sui programmi, con un confronto trasparente e aperto”.

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