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“Abbiamo al governo dei pericolosi incapaci. Abbiamo il dovere di mandarli a casa. Prima li mandiamo a casa meglio è, non ho più parole per un governo di incompetenti”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, parlando della crisi dell’ex Ilva, arrivando alla manifestazione di Coldiretti, davanti a Montecitorio.

Infatti dopo un anno e quattro giorni Am InvestCo Italy ha deciso di lasciare il siderurgico ex Ilva: con una lettera ha notificata oggi ai commissari straordinari dell’ulva ha comunicato la volontà di rescindere l’accordo per l’affitto con acquisizione delle attività di Ilva Spa e di alcune controllate acquisite secondo l’accordo chiuso il 31 ottobre. «Secondo i contenuti dell’accordo» del 31 ottobre 2018 – si legge in una nota della multinazionale – ArcelorMittal «ha chiesto ai Commissari straordinari di assumersi la responsabilità delle attività di Ilva e dei dipendenti entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione» della volontà di ArcelorMittal di lasciare l’Ilva.

L’eliminazione della «protezione legale» dal 3 novembre «necessaria alla società per attuare il suo piano ambientale senza il rischio di responsabilità penale, giustificano la comunicazione di recesso. In aggiunta – prosegue la nota – i provvedimenti emessi dal Tribunale penale di Taranto obbligano i Commissari straordinari di Ilva a completare talune prescrizioni entro il 13 dicembre 2019 pena lo spegnimento dell’altoforno numero 2» che «renderebbe impossibile attuare il suo piano industriale, e, in generale, eseguire il contratto».

Una vera e propria bomba orologeria che getta nel panico circa 15mila persone, tra operai diretti e dell’indotto, costretti a una nuova roulette russa sul loro futuro determinato da una ipotetica chiusura di quella che era considerata la più grande acciaieria di Europa.

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