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Il decreto varato dal Governo, per la Banca Popolare di Bari, «unito al commissariamento di venerdì, significa che la banca da stanotte è diventata assolutamente solida perchè la proprietà è dello Stato che, ovviamente, non può “fallire”, ed inoltre che vi è totale discontinuità con la precedente gestione». Lo affermano Adiconsum, Adusbef, Assoconsum, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Unione Nazionale Consumatori, che rappresentano più di 2mila tra azionisti e obbligazionisti della Popolare Barese.

Una delegazione di azionisti e obbligazionisti della Banca Popolare di Bari che fa capo all’associazione avvocatideiconsumatori.it è stata ricevuta questa mattina da un funzionario della sede centrale dell’istituto di credito in Corso Cavour a Bari il quale «ci ha assicurato – spiega l’avvocato Domenico Romito – che si farà portavoce della nostra richiesta di incontro con i commissari che fisicamente non sono ancora arrivati a Bari». L’associazione raccoglie circa mille tra piccoli azionisti e obbligazioni della BpB. All’indomani del decreto varato dal Governo, Romito parla di «decisione auspicata».

«Il commissariamento senza la ricapitalizzazione – spiega – era un provvedimento monco. L’intervento del Governo va quindi nella giusta direzione ma adesso sia convertito in legge e si metta subito in agenda il tema, che per noi è centrale, degli indennizzi». C’è affluenza sostenuta, ma non superiore a quanto avviene di solito di lunedì e in un giorno di scadenze come è oggi (scade il termine per pagare la rata Imu) agli sportelli nelle filiali della Banca Popolare di Bari. Il decreto approvato ieri sera dal governo per il salvataggio della banca sembra avere disinnescato la temuta reazione di panico tra i correntisti che avrebbe potuto indurre questa mattina alla riapertura ad una corsa agli sportelli per prelevare o addirittura chiudere conti correnti. Tra i clienti in coda resta l’apprensione per il futuro dei propri risparmi, ma sembra prevalere la sensazione di sollievo dopo l’intervento deciso ieri sera dal consiglio dei ministri.

Alla Banca Popolare di Bari fanno capo poco meno di 600.000 clienti, tra cui oltre 100.000 aziende; a queste ultime è riferibile circa il 60% degli impieghi (intorno a 6 miliardi). I depositi da clientela ammontano a 8 miliardi di euro, di cui 4,5 miliardi di ammontare inferiore a 100.000 euro «e come tali protetti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD)». Sono i dati contenuti nell’approfondimento che Bankitalia dedica alla Popolare di Bari. La banca ha quote di mercato significative, nell’intorno del 10%, sia degli impieghi sia della raccolta, in Puglia, Basilicata e Abruzzo. – Il radicamento capillare della banca e la sua natura di cooperativa sul territorio, spiega ancora la Banca d’Italia, hanno determinato l’ampia diffusione degli strumenti finanziari emessi dalla Banca Popolare di Bari. Il numero dei soci è pari a 70.000 circa, con quote di partecipazione mediamente pari a 2.500 azioni, corrispondenti a 5.900 euro, considerando l’ultimo prezzo rilevato sul mercato Hi-MTF prima della recente sospensione (2,38 euro). Le obbligazioni della banca (senior e subordinate), pari nel complesso a 300 milioni di euro, sono per oltre i due terzi in mano a privati e clientela al dettaglio.


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