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«Non ho sentito pugliesi che sono disponibili a questa ipotesi. Sono assolutamente certo che queste polemiche non hanno una radice pugliese ma hanno un problema politico nazionale da risolvere. È più un problema di Zingaretti e del Pd che nostro, noi lo subiamo. Se il problema della pacificazione tra Italia Viva e il Governo deve passare dalla Puglia, sono disposto a dare una mano». Così il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, commenta la posizione assunta da Matteo Renzi, leader di Italia Viva, che ha annunciato una candidatura alternativa rispetto a quella di Emiliano per le prossime elezioni regionali di primavera in Puglia.

«La questione – secondo Emiliano – non è assolutamente pugliese, non ha niente a che vedere con la Puglia. È una questione nazionale. Evidentemente Italia Viva ha nei confronti del governo nazionale problemi che hanno determinato Italia Viva ad aprire una vertenza politica e quindi dubito che ci sia qualche pugliese che vada fino in fondo in questa storia, perché non ha fondamento politico locale». Per Emiliano «bisogna ricucire a Roma, non è una questione pugliese. I pugliesi stanno tutti qua, in questa coalizione. Non c’è conflitto di merito». «L’accusa che mi viene rivolta di essere la punta avanzata della teoria che cuce Pd, M5S e sinistra è fondata – ha aggiunto – : sono stato l’antesignano di questa alleanza che è quella che sostiene il governo in carica, nella quale almeno Renzi sicuramente si riconosce».

«Tutti i militanti del centrosinistra saranno coinvolti e quelli particolarmente capaci lo saranno ancora di più. Mi auguro che Dario Stefàno ci dia una mano. D’altra parte non sono tante le competenze come la sua in materia agricola, quindi se ci darà una mano io sarei davvero felice». L’agricoltura è una delle questioni con riferimento alle quali saranno creati «coordinamenti specifici» finalizzati alla redazione del programma durante la campagna elettorale «per intervenire sui problemi dell’agricoltura dei quali dobbiamo farci carico e rispetto ai quali abbiamo fatto ammenda». «Vogliamo dare al nuovo Psr una caratteristica: difendere i piccoli e medi produttori nel rapporto con la grande industria e la grande distribuzione, – ha spiegato Emiliano – quindi creare filiere del valore che dal prodotto arrivano alla commercializzazione e alla trasformazione senza lasciare al loro destino i piccoli produttori».


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