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Il CyberChallenge.IT all’Università di Bari torna il 17 febbraio per l’edizione 2020, al Dipartimento di Informatica che ospita il corso di laurea magistrale in Sicurezza Informatica. Le iscrizioni online resteranno aperte fino al 6 febbraio 2020.

Nella scorsa edizione della gara, che punta a valorizzare il talento hacker di giovani dai 16 ai 23 anni, uno studente dell’Università ‘Aldo Morò giunto in nazionale italiana, Davide Palma, si è classificato al secondo posto a livello europeo. CyberChallenge.IT, programma italiano di addestramento alla cybersecurity per studenti di scuole superiori e Università, è un progetto del Laboratorio Nazionale di CyberSecurity del CINI, supportato dal Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica, Presidenza del Consiglio dei Ministri; punta inoltre a formare giovani per la Squadra Nazionale Italiana di Cyberdefender che partecipa alla competizione europea ECSC (European Cybersecurity Challenge).

I giovani selezionati parteciperanno gratuitamente per tre mesi ad una attività di formazione in aula e laboratorio, a tutti i livelli di competizione previsti, fino a quello europeo. Le sedi universitarie che hanno aderito all’iniziativa sono ventisette in Italia, di cui tre in Puglia (anche Politecnico di Bari e Università del Salento). «La scorsa edizione ci ha dato molte soddisfazioni – ricorda il professor Donato Malerba, direttore del Dipartimento di Informatica e promotore dell’iniziativa a Bari -. Siamo riusciti a coinvolgere centinaia di ragazzi dai quali abbiamo selezionato, con una serie di test, 20 studenti, 10 di scuola superiore e 10 universitari, che abbiamo formato per tre mesi, sei ore alla settimana, e portato a gareggiare a livello nazionale e internazionale».

Confermata in squadra la dottoressa di ricerca Costantina Caruso, che incoraggia le ragazze a partecipare al CyberChallenge.IT: «Trovo la cybersecurity molto divertente – sottolinea – perché creativa e ricca di logica, dove le competenze tecniche non sono tutto, mentre è importantissimo saper lavorare in squadra e avere grande intuito. Tutte caratteristiche che la rendono particolarmente adatta al mondo femminile, purché si superi lo stereotipo che, ahimè, associa l’attività di hacking a ragazzi isolati e secchioni (i nerd)». Anche quest’anno il Dipartimento di Informatica potrà riconoscere 6 CFU di insegnamenti caratterizzanti ai suoi studenti universitari che hanno concluso il percorso locale, mentre per gli studenti delle superiori potrà riconoscere l’attività svolta come PCTO.


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