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Bari, la crisi dei pescatori del molo San Nicola: “Vogliamo metterci in regola, ma spese elevate”

Pubblicato da: Daniele Leuzzi | Mer, 29 Gennaio 2020 - 07:30
molo san nicola

La “vetrina” per i turisti sul lungomare di Bari è ancora a un punto fermo. Sono trascorsi sei mesi dall’incontro tra l’assessore Carla Palone e i pescatori del molo San Nicola per regolarizzare le storiche bancarelle che vendono pesce di piccola taglia e frutta di mare “Nderr La Lanz”.

Dopo il blitz del 23 luglio scorso, in cui emersero gravi violazioni come vendita di prodotti ittici privi di tranciabilità o conservati senza le corrette procedure di refrigerazione, il Comune ha proposto alle due cooperative “Fra gli addetti alla pesca” e “Fra Pescatori” di ottenere l’occupazione demaniale in modo da escludere i venditori abusivi e garantire le norme igienico-sanitarie previste dalla legge.

Ma gli 11 pescatori rimasti, fiaccati dall’obbligo di esporre la merce solo sulla battigia antistante al teatro Margherita, non riescono ad affrontare le spese necessarie per avviare l’iter burocratico relativo all’occupazione demaniale. Circa 3500 euro l’anno, 320 euro per bancarella. Una cifra apparentemente modesta ma difficile da racimolare: “Siamo disposti a pagare il Comune – raccontano – ma al momento siamo in crisi, qui è un deserto riusciamo a lavorare solo nel weekend”.

Resta quindi lo stallo mentre l’uso dei tre bancali in acciaio è tuttora off limits. Nel luogo simbolo della città, da cartolina, i pescatori sono costretti al fai da te con casse vuote di birra e ripiani in legno logori. Circondati da decine di gabbiani al livello stradale tra bottiglie vuote abbandonate al suolo e un diffuso senso di degrado.

Ancora bloccato anche il bando di gara previsto per la riqualificazione del molo, redatto dallo studio di architettura G.L. Sylos Labini e Partners che ad agosto 2017 si era già aggiudicato il concorso di progettazione internazionale bandito dal Comune di Bari. Secondo gli annunci dovrebbe iniziare nei primi mesi del 2020.

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