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“Martedì 4 febbraio ci siamo recati al pronto soccorso” dell’ospedale Giovanni XIII “perché mia figlia di poco più di due anni aveva scariche di diarrea muco-ematiche. Arrivati lì alle 1930, ci hanno messo quasi 5 ore per fare un prelievo del sangue, un’ecografia all’addome e per decidere di ricoverarla. Ovviamente la sala d’attesa era piena di bambini malati, c’era addirittura un neonato, e ovviamente i medici erano solo due. Direte, beh ti è andata bene, considerato che un paio di giorni prima c’era solo un dottore”. E’ lo sfogo di una mamma pubblicato nel bloh “Come nasca una mamma”.
“Nel reparto di malattie infettive – prosegue – la situazione è anche peggio. Un solo medico che deve fare il giro di due reparti pieni zeppi di bimbi con le più svariate malattie.  La cosa che ci ha lasciato basiti è stata la mancanza di letti con le sponde. Sia io che mio marito abbiamo fatto presente all’infermiere di turno che nessuno dei due letti presenti nella stanza che ci avevano assegnato aveva le sponde. Lui ci risponde che quella era l’ultima stanza disponibile e che non poteva farci niente. Ci mettiamo a spostare i letti di modo che da un lato ci fosse il muro e dall’altro il letto su cui mio marito avrebbe dormito. L’infermiere ci redarguisce dicendoci che l’indomani mattina avremmo dovuto rimettere i letti, così come li avevamo trovati, prima che passasse il dottore per il giro visite. Ieri sera mio marito non ha spostato i letti, e infatti, come volevasi dimostrare, mia figlia alla fine è caduta mentre dormiva”.
“L’unica nota positiva – conclude – riguarda il personale. Abbiamo trovato medici, infermieri, ausiliari e addetti alle pulizie davvero gentili nonostante siano oberati di lavoro”.

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