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Uomini e Dei accumunati da corruzione e avidità. Il capolavoro del più grande poeta comico della commedia classica, Aristofane nella Grecia del 414 a.C., è un testo ancora attuale per raccontare la società contemporanea. La nuova sala da 400 posti del teatro Kismet di Bari è stata inaugurata dallo spettacolo di prosa “Uccelli di Aristofane”, rappresentato dalla compagnia Tieffe Teatro Milano.

Un racconto senza tempo, attualizzato nel linguaggio tra Cervantes, George Orwell e Alfred Jarry ma anche Totò. Sempre fedele alle dinamiche e agli intrecci dei personaggi originari. In scena la compagnia di giovani attori, in due atti, unisce musica e testo cercando di cavalcare a sprazzi la forza comica e le emozioni della commedia.

Il racconto parte dal viaggio di profughi alla ricerca di una città ideale, a metà tra terra e cielo. I protagonisti sono gli uccelli che accettano l’idea di cercare una via di fuga nell’immaginario, a disegnare un mondo impossibile. Uomini e Dei accumunati da corruzione e avidità, sono divisi da Nubicuculia, la città costruita sulle nuvole. Ma il sogno di vivere una vita senza leggi e senza denaro viene infranto dalle pulsioni umane.


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