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Nell’aeroporto di Bari si intensificano i controlli per prevenire le infezioni da Coronavirus, l’epidemia propagata dalla città di Wuhan, in Cina, che finora ha causato più di mille decessi  e oltre 45mila contagi.

Sono state attivate tre postazioni di volontari e medici (Croce Rossa, Ordine di Malta, Protezione Civile nazionale e regionale) che consentono di misurare la temperatura corporea ai migliaia di passeggeri al giorno in arrivo solo da voli internazionali, area Schengen ed extra Schengen, e dall’hub Roma Fiumicino in quanto non tutti i viaggiatori sono intercettati nel più grande aeroporto italiano.

Il riferimento per la pubblica sicurezza è di 37.5 gradi. Quando viene intercettato un caso oltre quel limite i volontari lo segnalano al medico e il paziente viene sottoposto a indagine di carattere clinico e ed epidemiologico chiedendo una serie di informazioni per capire se ci sono stati contatti con i focolai di epidemia a Wuhan e Cina o persone che possano aver avuto rapporti con ambienti intaccati dal virus.

Qualora si dovesse sospettare di un caso critico si attiva il protocollo di emergenza con un isolamento della persona che viene successivamente ricoverata al reparto di malattie infettive del Policlinico per capire con certezza se si tratta di Coronavirus o meno.

“Sono stati individuati alcuni passeggeri con temperatura corporea oltre i 37.5 gradi – spiega il dott. Luca Mascolo, responsabile del Ministero della Salute – ma la situazione è sotto controllo, ogni caso viene segnalato alla segnalazione alla Protezione Civile. Molti cittadini sono contenti di aver contribuito a questo controllo perché si tratta di un interesse reciproco. Sono in pochi a rifiutarli ma in una situazione di emergenza tutti quanti devo fare il proprio dovere”.


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