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Dal 2021 i lidi balneari saranno classificati con le ‘stelle marine’, un sistema simile a quello utilizzato per gli alberghi. La IV Commissione consiliare della Regione Puglia, qualche giorno fa, ha approvato all’unanimità la proposta di legge a firma del consigliere Ruggiero Mennea: come per le stelle assegnate agli alberghi e ristoranti si parte da una stella marina fino ad arrivare a 5.

“La novità che questa legge apporta riguarda i livelli crescenti dei servizi reali da offrire alla clientela”, spiega Fabrizio Santorsola, imprenditore turistico e rappresentante dei balneari di Confesercenti Puglia.

Il lido con 1 stella è tenuto al  salvataggio, doccia, wc e tettoia ombreggiante. Il servizio bar può essere erogato anche attraverso distributori automatici. La 2^ stella prevede l’obbligo del bar, la 3^ stella la tavola calda, il ristorante è obbligatorio per le 4 e 5 stelle. I lidi appartenenti alla fascia più alta devono rispettare una distanza maggiore tra gli ombrelloni per assicurare relax e rispetto della privacy.

“Particolare attenzione è data alla sostenibilità ambientale  delle strutture a 4 e 5 stelle – aggiunge Santorsola – chiamate a limitare lo spreco dell’acqua mediante l’utilizzo di rubinetti automatici ed a recuperare l’acqua delle docce per innaffiare le piante, per fare un esempio”.

 “La Puglia nel 2019, dopo un periodo ininterrotto di crescita turistica a due cifre – continua Santorsola –  ha segnato un rallentamento nelle presenze. Le ragioni del calo si possono ricercare anche in un rapporto prezzo/servizi spesso non conveniente. La legge che classifica un lido partendo dall’insegna garantisce qualità al turista e tutela l’operatore, il quale può dichiarare i servizi erogati e limitare le bocciature delle recensioni’.

“Sarà la fine dei furbetti perché i lidi carenti nei servizi e con ombrelloni troppi ravvicinati saranno declassati, il mercato li obbligherà a ridurre i prezzi. Gli albergatori potranno stringere accordi con i lidi di pari livello, e i gestori degli stabilimenti potranno vendere il prodotto balneare con la certezza che il servizio offerto è garantito da una legge apposita. E la Regione Puglia potrà conoscere il livello reale della balneazione attrezzata in una terra che dal turismo estivo trae indubbi vantaggi economici e di visibilità internazionale. Alcuni imprenditori giudicano tale norma un’ ulteriore complicazione nella gestione del proprio lido. Così non è. Si tratta di una fotografia dei servizi offerti tradotta in una classificazione. Chi volesse salire di livello potrebbe farlo adeguando la propria struttura (molte sono ferme agli anni Settanta) alla mutata richiesta. Dunque, un buon motivo per migliorare le proprie strutture e la propria offerta turistica.

‘È un ulteriore passo, dopo il codice identificativo per le strutture ricettive, verso una sana regolamentazione del mercato turistico pugliese. Sono tutti strumenti a garanzia del turista ma anche degli stessi pugliesi che fruiranno di servizi sempre più vasti e selettivi. Dopo la grande ondata del turismo di massa saranno la qualità ed i servizi a fare la differenza’, commenta Benny Campobasso, presidente Confesercenti Puglia.

 


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