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Sono più di 650, in Puglia, i posti di lavoro a rischio a causa delle vertenze ancora aperte, relative, in particolar modo al settore della grande distribuzione e delle pulizie all’interno delle scuole. Nonostante un calo della disoccupazione, a livello regionale, di 2,8 punti percentuali rispetto al 2018 (dati Eurostat 2019), sono ancora tante le questioni irrisolte che preoccupano i lavoratori della regione e per le quali i sindacati chiedono la costante attenzione da parte delle istituzioni locali e nazionali.

Era lo scorso 24 maggio quando Mercatone Uno ha chiuso le saracinesche di tutti i suoi punti vendita, lasciando, in Puglia, 256 famiglie prive di risposte concrete in grado di prevedere uno spiraglio occupazionale per gli ex dipendenti. Situazione allarmante, seppur diversa, è quella riguardante la catena di ipermercati Auchan, attualmente in fase di acquisizione da parte della società cooperativa Conad. Nonostante le positive premesse circa il mantenimento del livello di occupazione, il piano industriale dell’azienda prevede una riduzione di superficie che comporterebbe il taglio di circa 130 dipendenti.

“Conad, nello specifico a Casamassima, ha ridotto la superficie da 11.500 metri quadri a 6.500, significa che il numero dei dipendenti dovrà necessariamente diminuire  – commenta Barbara Neglia, segretario generale Filcams Cgil Puglia – questo vuol dire che, fino a quando non si troveranno soluzioni alternative, si dovrà provare a ragionare nei termini di una possibile applicazione di cassa integrazione a rotazione fino alla fine dell’anno, propedeutica a trovare soluzioni alternative agli esuberi, perché è chiaro che per il sindacato può andar bene anche la procedura di cassa, se al contempo però ci sono garanzie su quanto accadrà dal primo gennaio 2021 in poi”.

La discussione in merito a questa vertenza sta avvenendo anche a livello nazionale, pertanto è necessario comprendere se l’azienda sarà disposta ad incentivare la procedura. “Non si tratta di grandi cifre – specifica Neglia – stiamo parlando di 14 mensilità, poco e niente rispetto a quanto sta accadendo e a quello di cui necessitano i lavoratori”.

Sotto la lente in questi giorni, anche la vertenza relativa all’internalizzazione degli operatori addetti alle pulizie scolastiche: dal primo marzo, infatti, su una platea di 15mila dipendenti a livello nazionale, 11mila sono stati internalizzati. Nello specifico, sul territorio regionale, su 2.500 lavoratori, gli esuberi ammontano a 284. “Alcuni sono stati assunti dal Ministero della Pubblica Istruzione, ma se prima avevano un parametro full-time, adesso, soprattutto in alcune province, vedi Taranto, sono stati assunti a 18 ore, facendo riferimento al famoso posto fisso, però precario, perché è stato ridotto notevolmente il reddito, complicando di conseguenza la vita di moltissime famiglie” – ha specificato Barbara Neglia.

A rendere complicata una situazione già difficile nella norma è inoltre il diffondersi del panico causato dal Coronavirus che sta provocando grossi disagi al settore turistico. “È   difficile attribuire colpe a qualcuno – prosegue Neglia –  siamo tutti in una condizione di essere neofiti di questo momento particolare dove ognuno, ogni parte sociale, prova a dare il proprio contributo. Qualche giorno fa siamo stati in Regione, abbiamo fatto un tavolo di crisi dove erano presenti, tra gli altri, le organizzazioni sindacali, le associazioni datoriali di ogni grado e settore, soprattutto quelli maggiormente colpiti, tra cui turismo e cultura. Durante l’incontro abbiamo provato a mettere insieme una serie di idee da portare poi al governo per tamponare l’emergenza che si sta vivendo, perché il crollo è tangibile – continua Barbara Neglia – vi è un crollo delle prenotazioni, l’annullamento dei voli e dei trasporti: sono una conseguenza di quello che è il non sapere in che reali condizioni siamo rispetto al Coronavirus. Il decreto ministeriale è il segnale tangibile che qualcosa sta sfuggendo perché, per essere arrivati a chiudere università e scuole vuol dire che dobbiamo ancora entrare nel clou di questa emergenza. Proprio perché non sappiamo come gestirla diventa difficile dare risposte in merito alle emergenze lavorative di alcuni settori”.

Diverse le problematiche anche per quanto riguarda il settore giovanile. La segretaria specifica infatti, che molte attività indirizzate alla formazione, come ad esempio i progetti scuola-lavoro, sono al momento passati in secondo piano rispetto all’emergenza del Coronavirus. “In generale, la Puglia ha l’occupazione sana – ha concluso Barbara Neglia – e a favorire questa condizione è l’industria turistica, seppur oggi quell’ambito, nonostante stia portando maggiore appeal alla Puglia, è anche lo stesso comparto in cui esiste molto lavoro nero. E’ importante restare saldi sui temi della legalità, lottare per un lavoro che sia garantito e che soprattutto dia reddito ai lavoratori. Importante in questo senso è anche la formazione, ambito che molto spesso viene dimenticato, non fornendo così le condizioni ottimali ad un lavoratore di offrire un servizio all’altezza di quanto richiesto dal cliente. In termini generali la Puglia ha sicuramente un bagaglio di opportunità importanti per mezzo dell’industria turistica, anche per via delle bellezze naturali di cui dispone il territorio. Bisogna lavorare concretamente però su quello che riguarda appunto la legalità e le garanzie che spettano, di diritto, ai lavoratori”.


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