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In Puglia sono circa 150 mila gli anziani che vivono da soli e il 27% del totale degli 850 mila anziani pugliesi accusa limiti funzionali, fino alla non-autosufficienza parziale o totale: si tratta della percentuale più alta fra le regioni italiane.

Il dato è fornito dalla Spi Cgil Puglia che, in questo momento di emergenza coronavirus, ritiene «necessario – dice il segretario generale Giovanni Forte – che la Regione preveda un piano di intervento che garantisse agli anziani non autosufficienti i servizi domiciliari, pur tutelando gli operatori con i necessari dispositivi di sicurezza, altrettanto fondamentali per la vita dei tanti anziani già in precarie condizioni di salute o che vivono da soli e terrorizzati dal rischio contagio». «In questa inedita e drammatica situazione – aggiunge Forte – si tratta della parte della popolazione non solo più vulnerabile al coronavirus come i dati dimostrano, ma che rischia di rimanere senza tutele e senza servizi».

Per il segretario Spi Cgil Puglia «le risposte non possono essere solo le iniziative di solidarietà, preziose ma insufficienti a sostenere un bisogno, che in questa situazione diventa ragione di vita. Siamo consapevoli dei livelli di priorità – conclude Forte – , ma non si può consentire che i percorsi di cura domiciliare degli anziani, anche non autosufficienti, possano essere depennati dall’agenda degli interventi necessari».


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