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“L’Italia, il nuovo epicentro della pandemia è un modello per il mondo”. Modello però non positivo. A scrivere un articolo che ha fatto il giro del mondo è il New York Times.  “L’esperienza dell’Italia – scrive il Nyt – dimostra che è necessario attuare tempestivamente misure per isolare il coronavirus e limitare i movimenti delle persone, con assoluta chiarezza, quindi rigorosamente applicate”.

“I rappresentanti del governo Conte – scrive ancora il quotidiano Usa – affermano di aver risposto con rapidità e competenza, agendo immediatamente su consiglio degli scienziati e muovendosi più rapidamente su misure drastiche, economicamente devastanti rispetto alle loro controparti europee. Ma l’analisi delle loro azioni mostra occasioni perse e passi falsi critici che hanno lasciato il Paese nelle condizioni peggiori dalla Seconda Guerra Mondiale”. Il giornalista ricapitola tutto quello che è accaduto dal 31 gennaio, giorno in cui il Consiglio dei Ministri dichiara lo stato di emergenza al primo vero atto, il 23 febbraio, con le prime limitazioni nelle zone rosse. Ricordiamo che il primo paziente contagiato è del 18 febbraio (peggiorato e portato in rianimazione il 20 febbraio) .  Fino al 4 marzo con il decreto di chiusura dell’Italia. Successivamente sono seguite le misure più stringenti fino all’ultima, quella di ieri 22 marzo, con il divieto di spostamento dai comuni

“Nei primi giorni critici dell’epidemia, Conte e altri esponenti governativi hanno cercato di minimizzare la minaccia, creando confusione e un falso senso di sicurezza che ha permesso la diffusione del virus” – scrive ancora il quotidiano.

E ancora. “L’Italia sta ancora pagando il prezzo di quei messaggi vari di scienziati e politici. Le persone che stanno morendo in questi giorni sono state infettate durante quella confusione di una o due settimane fa”.


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