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«Gigi Riva? Un campione e una persona eccezionale: il 12 aprile 1970, nonostante la festa dello scudetto, lui non si dimenticò della promessa: venne nel nostro spogliatoio e mi portò la sua maglietta». E’ il racconto di Pasquale Loseto (foto Wikipedia), oggi 74enne, colonna del Bari di quegli anni.

E’ il difensore che marcò Rombo di Tuono in quella gara allo Stadio Amsicora che consegnò al Cagliari il tricolore con due giornate di anticipo. Maglietta ben conservata per 45 anni. «Ma da quattro o cinque anni – racconta all’ANSA – non me la ritrovo più. Mi è sparita e sto impazzendo, è un ricordo così caro: ogni tanto ci penso e non riesco proprio a capire dove sia finita. Ho detto a mia moglie: spero ce l’abbia mio figlio. Noi purtroppo quell’anno retrocedemmo, ma io fui contentissimo per lo scudetto del Cagliari. Triste per noi, ma felice per i rossoblu». Loseto ricorda bene quella partita. Anzi la «vede» ogni giorno: la sua foto alle prese con Gigi Riva è quella che ha scelto per il profilo whatsapp. Con Rombo di Tuono in primo piano. E Loseto dietro in strettissima marcatura. «Certo che me la ricordo, non giocammo male. E all’inizio riuscii a tenere sotto controllo Riva, uno molto difficile da marcare». In effetti Rombo di Tuono, nelle immagini di repertorio, in due occasioni si vede defilato sulla sinistra. Pericoloso sì, ma costretto – roba per lui quasi insolita – a mettere due palloni in mezzo per i compagni. Poi però, il gol. «Riva era così – racconta Loseto – si buttò su quel pallone all’altezza delle gambe. Io forse avrei potuto calciare, ma in un attimo mi resi conto che sarebbe stato un intervento potenzialmente pericoloso per l’incolumità di Riva. Non lo so, forse avrei potuto contrastarlo, in questi casi spesso si dà ragione al difensore. Ma fu un attimo. E fu gol. Peccato, perché sino a quel momento avevamo tenuto molto bene. Ma anche nella ripresa il Cagliari realizzò il gol del raddoppio solo allo scadere con Gori».

Loseto rievoca anche un retroscena: «Dopo quella stagione fui a un passo dal Cagliari, avevo già parlato con Arrica, loro cercavano un difensore esterno perché Zignoli doveva tornare al Milan. Avevo 24 anni, mi cercava anche il Torino. Ma io ero allettato dall’idea di giocare nella stessa squadra di un grandissimo campione come Riva. Poi non se ne fece niente perché l’allenatore Toneatto fermò la cessione perché voleva costruire una squadra per tornare subito in A». All’andata però la sua partita contro Riva passò alla storia. Tanto che anni dopo il fratello più giovane, Giovanni, a un giornalista che gli faceva i complimenti per aver fermato Van Basten in un Milan-Bari, rispose: «Ma Pasquale ha fatto di meglio, ha fermato Riva». «Quella partita – spiega Loseto fratello maggiore, ricordando il match dell’andata del 1970 – finì zero a zero e giocai una buona partita. Sono quelle gare che partono bene e finiscono così: puntai molto sull’anticipo e Riva non riuscì a segnare». Con Rombo di Tuono un rapporto di reciproca stima durato nel tempo: «Ci siamo incontrati più volte, quando era con la Nazionale nelle vesti di dirigente. Quando gli azzurri venivano a Bari guardavamo la partita insieme in tribuna. Una persona eccezionale, di altri tempi, sia come giocatore sia umanamente. Un giocatore difficile da marcare. Uno che non si lamentava mai».


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