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Il governo Conte ha chiarito le polemiche sul termine “congiunti” nel caos normativo per l’emergenza coronavirus. Per congiunti si intendono “parenti e affini, coniuge, conviventi, fidanzati stabili, affetti stabili”, il chiarimento definitivo che consente quindi dal 4 maggio di vistare non solo genitori, figli, nonni ma qualsiasi persona con cui si ha una relazione affettiva stabile.

Se nelle prime settimane di emergenza da Covid19, gli italiani hanno dovuto familiarizzare con i sempre più frequenti decreti governativi e le sigle relative ai dispositivi di prevenzione del contagio, all’indomani della conferenza stampa del Presidente del Consiglio circa l’avvio della cosiddetta Fase 2, sembra essere questo, infatti, il nuovo termine del giorno.

E se già in tanti pregustano le prossime visite ai parenti, nei limiti imposti della normativa, tantissimi sono coloro che alimentano il dibattito su cosa si debba realmente intendere con questa accezione. In prima linea i baresi che, a partire dalla serata di ieri, hanno affollato la bacheca del profilo Facebook del sindaco Decaro con richieste di precisazioni.

“Chi non è spostato e non convive con il proprio partner, non ha le stesse esigenze delle persone congiunte? – scrive una ragazza, che prosegue nel manifestare la sua preoccupazione e contrarietà – Mi sembra assurdo che due persone legate da anni, che non vivono sotto lo stesso tetto, che non sono unite dal matrimonio o che non abbiano figli, non possano vedersi”.


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