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“La decisione del governo di non permettere l’apertura di saloni di bellezza e parrucchieri prima di giugno permetterà il nostro massacro da parte del lavoro nero”. La denuncia viene da Nuccia Russo, titolare di un salone di Via Carulli a Bari, appartenente ad un noto marchio, che lancia a gran voce il grido di allarme dell’intera categoria. Parrucchieri ed estetisti che, a seguito del nuovo decreto governativo annunciato nella serata di ieri dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, hanno visto svanire la speranza di una riapertura che si ipotizzava per la data dell’11 di maggio e che, oggi, temono di subire un tracollo economico ancora maggiore di quello già sofferto fino ad ora.

“Il mio salone è chiuso dai primi giorni di marzo e, da allora, ben 6 persone sono ferme – racconta Nuccia, che prosegue – ancora oggi, i miei dipendenti non hanno visto alcuna cassa integrazione. Le attività del nostro settore hanno ricevuto solamente il bonus da 600 euro previsto dal precedente decreto e un credito d’imposta sul 60% degli affitti, ma ci sono colleghi ai quali lo stesso bonus Inps non è stato ancora erogato”. Una situazione di grave emergenza, dunque, se si considera che la maggior parte dei locali non sono di proprietà e che il costo di un affitto per un salone nel centro di Bari si aggira intorno ai 1.200 euro. “In queste condizioni, molti di noi rischiano di non poter più riaprire”, è l’allarme disperato della categoria, che lamenta, intanto, l’aumento del fenomeno del lavoro nero presso le abitazioni, di cui si rendono protagonisti, molto spesso, parrucchieri ed estetisti privi di opportuna formazione e adeguata strumentazione.

“In quasi 40 anni di lavoro, ho approfondito metodi e tecniche che solo una corretta formazione può garantire – racconta Nuccia – come si può permettere che la nostra clientela si affidi incautamente a chi non fornisce alcuna garanzia, anche a livello igienico?”. All’interno del suo salone, secondo quanto da lei stessa dichiarato, una policy aziendale particolarmente rigorosa obbligava già da tempo tutti gli operatori all’utilizzo di guanti e mascherine. Disposizioni che gli stessi titolari dei saloni erano già pronti ad implementare grazie con l’acquisto delle visiere di protezione e con un nuovo regolamento interno circa l’obbligatorietà di guanti e mascherine anche per i clienti e un distanziamento sociale garantito dal numero inferiore di poltrone e da una gestione dell’attività su appuntamento.

“Tutti noi eravamo pronti a mettere in pratica tutte le nuove disposizioni in termini di sicurezza, ma da ieri anche questo impegno e questa positività sono state disilluse – conclude Nuccia Russo – chiediamo alle autorità locali, al Comune di Bari, alla Regione Puglia di venire in nostro aiuto e, partendo da una situazione di emergenza che, in Puglia, non è così grave come in altre regioni d’Italia, di portare la nostra voce al governo centrale, affinché la nostra categoria non sia così duramente colpita”.


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