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La fase 2 è alle porte. Dal 4 maggio si entra in una nuovo capitolo dell’emergenza coronavirus tra timori di nuovi focolai e la necessità di ripartire. Il magazine “Immagina” ha pubblicato un’intervista ad Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente Anci.

Nell’articolo di Stefano Cagelli, Decaro ha commentato le azioni mediatiche per convincere i concittadini a non uscire di casa e rispettare le norme sanitarie durante l’emergenza coronavirus. Dal lungomare di San Girolamo a corso Mazzini, nel cuore del Libertà, fino alla spiaggia di Pane e Pomodoro.

“Ogni volta che guardo quei video un po’ mi vergogno – commenta Decaro -. Non ho né la cultura dell’uomo solo al comando né il fisico dello sceriffo. Ma ho voluto comunque utilizzare questo metodo per spiegare ai miei cittadini che c’erano comportamenti che mettevano a rischio la loro salute e quella delle altre persone. Ha funzionato perché già nei giorni successivi, nei parchi e nelle spiagge, non girava più nessuno. Mi creda, sigillare i parchi e le strade per me, che nel mio primo mandato mi sono speso per pedonalizzare e riqualificare la città, per fare di Bari una palestra all’aperto, non è stato affatto bello”.

Poi un commento sulla fase 2, dal 4 maggio: “Se riapriamo di colpo il comitato tecnico-scientifico ci dice che rischiamo di raggiungere un altro picco e quindi di chiudere di nuovo. Noi una riapertura rallentata, a scaglioni, ce la possiamo permettere, due chiusure il Paese non le reggerebbe. Spero anch’io che si possa riaprire più in fretta ma dipenderà molto da ciò che succederà nella prima settimana dopo il 4 maggio”. Nel video in basso il blitz del 7 aprile scorso.


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