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Bari riparte e in tutti i quartieri si intravede un lento ritorno a una “nuova” normalità. Al termine del lockdown da coronavirus, da questa mattina hanno riaperto 5.600 tra bar, ristoranti, barbieri, parrucchieri e centri estetici, negozi di abbigliamento e merci varie.

Dopo due mesi rialzano la saracinesca quasi la totalità delle attività commerciali in via Sparano e nelle altre strade dello shopping barese (foto anteprima). Diverso il panorama al mercato settimanale di viale Di Maratona tra il quartiere Libertà e Marconi: “Siamo in sofferenza, fermi l’80% degli ambulanti”.

Tante le famiglie a passeggio, rigorosamente con la mascherina al volto, tra lungomare e murattiano. Torna anche la movida diurna, e i più giovani che si sono incontrati per consumare caffè e aperitivi nei tavolini all’aperto rispettando la distanza di sicurezza. Già sold out le liste d’attesa per barbieri, parrucchieri ed estetisti ma solo su prenotazione.

Per gli spostamenti, con la drastica riduzione dei posti all’interno dei mezzi pubblici (capienza ridotta del 50%), sempre più baresi scelgono di compiere brevi tragitti a bordo di bicicletta, monopattino elettrico o segway (scatto in basso). Anche dopo il lockdown resiste la cattiva abitudine di una parte della popolazione di abbandonare i rifiuti su panchine e muretti.

“Siamo aperti, ci siete mancati, entrate”, si legge su una vetrina in via Argiro. A pochi isolati di distanza, questa mattina anche il sindaco Antonio Decaro si è recato dal parrucchiere Miss Edward, con le prime due clienti, sedute a fare la tinta. “Non vedevamo l’ora, guardandoci allo specchio quasi non ci si riconosceva più”, dice una di loro.

“Stamattina – ha detto Decaro – Mino mi ha tagliato i capelli. Come fa ormai da tanti anni e come faceva suo padre quando ero piccolo. Eravamo entrambi emozionati, come il primo giorno di scuola. Da oggi tante attività torneranno a lavorare e a vivere. Non sarà facile abituarci alle nuove regole e alle misure di sicurezza ma è importante, per noi clienti e per gli esercenti, rispettarle. Sempre. Oggi Bari torna ad essere una città aperta. Buona fortuna a noi tutti”.


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