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«Io non scarico assolutamente nulla»: così il segretario federale della Lega Matteo Salvini ha commentato l’avvio della sperimentazione dell’app Immuni in quattro regioni italiane (Abruzzo, Liguria, Marche e Puglia) al termine della visita all’associazione «La Lega del Filo d’Oro» a Osimo (Ancona). «Gli italiani – ha aggiunto – chiedono garanzia totale nella gestione e tutela dei loro dati e fino a quando non ci sarà questa garanzia, io non scarico nulla».

Intanto è stata risolta la problematica Huawei: l’applicazione Immuni è ora disponibile anche sugli smartphone prodotti da Huawei e dal brand collegato Honor. Gli ingegneri di Google hanno infatti risolto il problema tecnico che ha reso temporaneamente non disponibile l’app per il tracciamento dei contatti sui telefoni prodotti dal colosso cinese, molto diffusi in Italia. La risoluzione del problema era iniziata lo scorso venerdì sera, quando Immuni era tornata scaricabile su alcuni modelli di smartphone Huawei.

Attualmente, dunque, Immuni è scaricabile su tutti gli smartphone Huawei e Honor che poggiano sui servizi di Google. Ad essere esclusa resta una piccola percentuale di dispositivi che, invece, sono sprovvisti dei servizi e del negozio di applicazioni di Google, a causa del divieto deciso dall’amministrazione Trump. Si tratta di pochi modelli messi in commercio a partire dallo scorso autunno (Huawei Mate 30, P40, Serie Y, il pieghevole Mate Xs e Honor 9X Pro). Su questi telefoni, il sito web di Immuni spiega che gli sviluppatori sono al lavoro per rendere compatibile la app “al più presto”.


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