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 La condanna per 11 imputati è stata chiesta dal pm Vittoria Petronella nel processo per l’incidente sul lavoro all’ex Ilva di Taranto il 28 febbraio 2013, dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Taranto Fulvia Misserini, in cui morì il 43enne operaio Ciro Moccia e rimase ferito un altro lavoratore, Francesco Liddi. Lo scrivono i quotidiani locali.

Moccia, addetto alla manutenzione meccanica, precipitò da una passerella di sicurezza nell’area della batteria 9 delle cokerie. Liddi, lavoratore della ditta d’appalto Emmerre, si salvò perché la sua caduta fu attutita dal corpo del collega. Il pm ha chiesto 6 mesi di reclusione per Antonio Lupoli, all’epoca direttore dello stabilimento siderurgico, e 3 anni per gli altri 10 imputati: il capo area cokerie Vito Vitale; il delegato area cokerie Carlo Diego; il capo reparto manutenzione batterie Marco Gratti; il capoturno Carmine Gaetano Pierri; il responsabile della manutenzione reparto carpenteria batterie Martino Acquaro, il responsabile dei lavori Nunzio Luccarelli, il titolare della ditta dell’appalto Emmerre, Davide Mirra, il progettista Pietro Valdevies; il capoturno Cosimo Lacarbonara e il caposquadra della stessa società, Vincenzo Procino.

Con il rito abbreviato era stato già condannato in udienza preliminare, a due anni e mezzo di reclusione, Salvatore Zecca, responsabile per la sicurezza della ditta d’appalto. A vario titolo vengono contestati i reati di omicidio colposo e lesioni personali. Il 30 ottobre inizieranno le arringhe difensive, mentre la sentenza è prevista per il 20 novembre.
(ANSA).


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