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Le attività sportive di carattere nazionale possono continuare ad effettuare gli allenamenti, ma il Comune di Bari si prende qualche ora per decidere come agire e per trovare, nello specifico, il punto di incontro tra Dpcm e federazioni. E’ quanto accade in queste ore, in cui diverse associazioni sportive, salvate dalle restrizioni del governo in quanto ritenute di carattere nazionale, sono in attesa di maggiori delucidazioni dalle istituzioni per comprendere le sorti del proprio immediato futuro e capire, dunque, se sia possibile o meno proseguire con le attività ritenute idonee.

“Il Dpcm stabilisce il principio che si devono ridurre al minimo tutti gli spostamenti o tutte le occasioni di contagio e crea delle deroghe più stringenti rispetto alle deroghe della settimana precedente in cui si parlava di campionati di interesse nazionale e regionale – ha commentato Pietro Petruzzelli, assessore all’Ambiente e allo Sport – il decreto di due giorni fa restringe invece al solo interesse nazionale, specificando che le attività certificate dal Coni e dalle federazioni sportive, hanno diritto di allenarsi per partecipare alle competizioni. Il problema è che alcune federazioni, di diverse categorie, hanno allargato le maglie tanto da dire che tutte le competizioni programmate sono di interesse nazionale. E’ chiaro che il dpcm crea questa deroga e le federazioni la stiano utilizzando tradendo però la ratio del dpcm stesso, che presuppone il fatto che si debbano ridurre contatti spostamenti e occasioni di contagio” – ha specificato Petruzzelli.

Una problematica che non riguarda solo il capoluogo pugliese, ma coinvolge, invece  anche altri comuni d’Italia. Se da una parte ci sono infatti Comuni che stanno rispettando alla lettera le richieste delle federazioni, lasciando aperti i palazzetti, altri, come Bologna, hanno scelto di chiudere tutto.

Ad aggravare la situazione però, nel capoluogo pugliese,  anche la chiusura di alcuni palazzetti. Tra questi quelli di Carbonara, ma anche il Pala Carrassi e il Pala San Pio, che ieri avevano i cancelli serrati. Una problematica che non permetterà, di fatto, a diverse associazioni, tra cui anche il Primadonna Bari Volley che milita in serie B, di proseguire con gli allenamenti.

“Si tratta di interpretazioni restrittive del Dpcm, da parte dei custodi delle palestre. Nelle prossime ore proverò a mandare una nota a loro e ai Municipi, a valle di quella che sarà la decisione che prenderemo – ha commentato ancora ai nostri microfoni Petruzzelli – non si tratta di una questione banale. Ci siamo presi qualche altre ora per capire come agire perché solo ieri sono state pubblicate le FAQ e solo ieri nel pomeriggio sono arrivati i diversi comunicati delle federazioni. Stiamo cercando di capire insieme al sindaco come fare. Il rischio è che il governo, in vista del comportamento di alcuni, decida di chiudere tutto togliendo così la possibilità a chi ha diritto di continuare con le attività. La cosa ha una portata più ampia, stando alla lettera non si parla solo del diritto delle squadre di categoria, ma anche di quelle giovanili. Ci prendiamo qualche ora per prendere la decisione migliore nel fermo rispetto della salute dei cittadini e del dpcm del governo” – ha concluso Petruzzelli.

Polemiche anche dalle associazioni HBARI 2003 e VOLARE PIU’ IN ALTO.  “Anche quest’anno, a settembre – spiegano in una nota –  sono partiti i consueti incontri in palestra, nel rispetto di tutti i protocolli di sicurezza anti Covid previsti dalle vigenti normative. Forte è quindi il disagio che stanno vivendo le famiglie, costrette a comunicare ai loro ragazzi la chiusura della palestra e quindi delle attività. In sostanza al disagio di famiglie di ragazzi in grave situazione di disabilità si somma l’ulteriore disagio di spiegare che non potranno più frequentare la palestra e quindi partecipare ad un’iniziativa con un  altissimo valore sociale e riabilitativo”.


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