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Scuole aperte o scuole chiuse, didattica a distanza o in presenza, frequenza non obbligatoria. Sono alcuni dei temi che scuotono i genitori e gli insegnanti pugliesi nel corso della seconda ondata Covid. Dopo tante polemiche e incertezze, ieri il governatore Michele Emiliano ha di fatto riaperto l’istruzione pubblica per gli istituti elementari e medie ma ha dato la facoltà ai genitori di decidere se portare i figli in presenza o meno.

Le scuole devono garantire la dad (didattica a distanza) a tutti quelli che non sono in classe, anche se sono in isolamento, quarantena o se appunto decidono di non frequentare in presenza. Sull’ordinanza di ieri è arrivata la reazione di Patrizia Rossini, la preside dell’istituto comprensivo Japigia Verga: “Quando i genitori vorrebbero decidere il quando e il come ho sempre risposto: questo non è un supermercato. Da oggi lo è”.

“Anni di pedagogia, di didattica, di sperimentazione, di lotta alla dispersione, anni a combattere per far comprendere il valore della scuola e della cultura, andati in fumo. Trattati come soldatini della peggiore plastica. Tremo pensando alle ripercussioni che tutto questo avrà. Nel frattempo di sabato, alle 6,45 sono già al lavoro e, oltre a dover emanare determine per isolamenti fiduciari di nuovi casi positivi, dovrò convocare gli staff delle due scuole e dare indicazioni sul da farsi. Evviva!”, conclude Patrizia Rossini.


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