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In Italia si ammalano di Covid 500 infermieri al giorno. E’ quanto annunciato dal presidente nazionale del sindacato Nursing Up, Antonio De Palma.

Un bilancio drammatico relativo alla seconda ondata del contagio che narra, nello specifico, i dati degli ultimi 30 giorni.  Stando al report,  costruito incrociando i dati dell’Istituto Superiore di Sanità con quelli Inail, emerge infatti un quadro allarmante: dal 5 novembre scorso, ogni giorno, si è registrato un aumento che oscilla tra i 450 e i 500 infermieri contagiati. Un treno che, secondo De Palma, “corre a massima velocità, libero e che rischia di schiantarsi alla fine dei binari”.

Nello specifico sono 20.464 gli operatori sanitari infetti, di cui la metà sono infermieri. Proiezioni che offrono poca speranza ai dati che verranno da qui fino al 15 dicembre, nel caso in cui, sottolinea il sindacato, non vengano presi seri provvedimenti nei confronti di operazioni mirate realmente al rallentamento del contagio.

“Entro il 15 dicembre prossimo rischiamo concretamente di arrivare a 15mila infermieri contagiati in più rispetto ai 10mila che si contano fino a oggi. Numeri drammatici di una seconda ondata che non doveva essere gestita in questo modo approssimativo e scellerato da un Governo che solo oggi, di fronte a 48 decessi di professionisti della sanità, di fronte a oltre 50mila operatori sanitari che si sono ammalati dal febbraio scorso, regala barlumi di speranza stanziando 335 milioni di euro che altro non saranno che 100 euro in più nelle nostre busta paga” – ha sottolineato il sindacato.

I dati, parlano di percentuali Inail di fine luglio pari al 45,7%, destinata a diventare ben più alta da adesso in poi. Si tratta infatti di quella percentuale che sta ad indicare gli infermieri infetti da Covid, rispetto alla totalità dei soggetti infettati del comparto sanitario.

“Serviva davvero tutto questo, serviva davvero arrivare a 500 infermieri che si ammalano ogni giorno in Italia a partire dall’ultima tragica settimana, per ottenere una risposta da chi fin ora ci ha guardato con indifferenza lottare contro la morte nelle corsie e ci ha voltato le spalle?  – ha commentato De Palma – serviva davvero assumere forze nuove con il contagocce e proporre nel contempo contratti di tre mesi al minimo della paga per chi lotta contro la morte, ottenendo per tutta risposta una emorragia di infermieri che sembra inarrestabile? E a cosa serve, se non ad esacerbare gli animi, prorogare una norma adottata a marzo scorso, con la quale si riconosce alle aziende sanitarie la facoltà di bloccare, di fatto, i pensionamenti di infermieri e medici, senza prevedere nemmeno l’assenso dell’interessato?” – ha concluso il presidente nazionale del Nursing Up,  in un racconto pieno di rabbia e preoccupazione.

L’indagine, che ha avuto inizio il 5 novembre scorso, vede dunque, ad oggi, dati allarmanti che non tengono a diminuire. Ogni giorno infatti, almeno mille operatori in più rimangono infattati, di questi la metà sono infermieri, un trend che, come già specificato, se dovesse rimanere invariato, vedrebbe tra un mese “cifre con film da terrore”.

“Molti dei nostri infermieri potrebbero aggiungersi al triste numero dei colleghi che hanno perso la vita prima ancora di avere la soddisfazione di vedere  quell’indennità di specificità infermieristica, per la quale hanno lottato, partecipando alle manifestazioni ed allo sciopero promossi dal Nursing Up”  – ha sottolineato in un comunicato il sindacato, ha concluso il sindacato esprimendo inoltre dubbi in merito al mancato intervento della FNOPI..

“Come è possibile che il nostro ente di riferimento professionale, che è anche istituzione sussidiaria dello Stato taccia su tutto questo?  Esaurita del tutto la forza residua degli infermieri nella sanità pubblica, chi difenderà i cittadini italiani dalla morte? Pensa davvero questo governo che studenti neolaureati, operatori pensionati o personale di supporto ce la possano fare senza di noi?” – ha aggiunto il sindacato.

Dati aggravati dal fatto che, molti dei lavoratori del settore, non avranno di fatto neanche la possibilità di vedere l’indennità di specificità infermieristica, per la quale in molti hanno lottato negli scorsi mesi partecipando a manifestazioni e nello specifico allo sciopero promossi dal Nursing Up. Si tratta di azioni di lotta che, va specificato, sono state organizzate dal sindacato con il sostegno di altre associazioni, senza però il sostegno della FNOPI e, come specificato dal Nursing Up, quello degli altri sindacati rappresentativi, ai quali il sindacato aveva rivolto un appello.

Adesso però il sindacato è intenzionato a proseguire nella lotta, al fine di preservare la sicurezza degli infermieri. L’invito del Nursing Up è rivolto nello specifico alle istituzioni nel tentativo di sensibilizzare gli stessi ad adoperarsi per tutelare la salute dei cittadini italiani.

“Senza infermieri questo Governo si prepari ad assistere al crollo inesorabile del sistema! Campania e Lombardia, da sole, messe insieme, fanno registrare in questo momento 2mila infermieri contagiati nell’ultimo mese. Insomma, qualcuno fermi un treno che corre alla massima velocità verso un enorme precipizio, qualcuno pensi ai passeggeri a bordo del convoglio” – ha concluso infine De Palma.

 

 


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