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Il claim ricorda, tristemente, quello divenuto virale durante la prima ondata della pandemia da Coronavirus: “Restate a casa”, recita il messaggio dell’immagine postata sulla sua pagina Facebook, nelle scorse ore, dal sindaco di Bitonto, Michele Abbaticchio. E, in effetti, la condivisione del primo cittadino giunge a seguito dell’aumento di ben 12 casi di positività sul territorio nelle sole 48 ore precedenti alla sua pubblicazione. Un aumento che aveva già costretto, nei giorni scorsi, il sindaco a mostrare fermezza nell’appello rivolto a cittadini ed esercenti a rispettare le ultime ordinanze regionali e comunali e che lo aveva visto scendere, in prima linea, a bordo di una volante della Polizia locale, per verificare l’assenza di passeggio e di stazionamento nelle strade di Bitonto nelle ore serali.

A partire dallo scorso giovedì, inoltre, sulle aree pubbliche della cittadina del Barese, è vietato il commercio ambulante, fatta eccezione per i titolari di apposito stallo in occasione del mercato settimanale. “Dispiace per chi è solito stazionare occasionalmente per la vendita di prodotti vari, consentita dalla normativa vigente – ha precisato il sindaco Abbaticchio – ma i numerosi assembramenti registrati sui punti stessi e, devo dire, l’assenza in alcuni casi degli indumenti di sicurezza, ci spinge a farlo. Tale ordinanza sarà in vigore fino alla conclusione dell’emergenza epidemiologica.

Foto: pagina Facebook sindaco di Bitonto Michele Abbaticchio

Un atteggiamento di attenzione e di intransigenza verso il rispetto delle regole che sembra accumunare, negli ultimi giorni, i sindaci dei Comuni dell’area metropolitana di Bari, pronti ad intervenire, numeri alla mano, con pugno duro nei confronti di chi, ancora, manifesta un atteggiamento di superficialità nei confronti del rischio di contagio. A partire dal capoluogo di Regione, dove il primo cittadino, Antonio Decaro, ha disposto, già da una settimana, la chiusura degli esercizi commerciali alle ore 19, ma anche dei giardini di piazza Garbaldi e “Chiara Lubich”, dell’area attrezzata di piazzetta dei Papi e dello Skatepark situato nei pressi del Ponte Adriatico. Divieto di assembramento in strade e piazze della movida: sono state individuate tre aree in altrettanti quartieri della città, nel centro storico (piazza Mercantile, piazza Ferrarese, via Manfredi, il primo tratto di via Venezia fino al Fortino), nel quartiere Poggiofranco (via Pappacena, via Caccuri e la piazzetta tra le due strade) e nella zona della movida nel rione Madonnella, il cosiddetto Umbertino (via Cognetti, via Abbrescia, un pezzo di via de Niccolò, via Bozzi, largo Giordano Bruno, largo Giannella, piazza Diaz, molo San Nicola). In queste aree dalle 21 possono accedere solo i residenti e i clienti delle attività commerciali ma solo per asporto o per usufruire dei servizi al tavolo.

Altra restrizione, in vigore dallo scorso 18 novembre, è stata firmata dal sindaco di Bitritto, Giuseppe Giulitto, che ha disposto la “sospensione quotidiana generale delle attività di vendita al dettaglio a partire dalle ore 19 per tutti gli esercizi commerciali”, rendendo, dunque, vana qualsiasi uscita serale anche precedente all’orario del coprifuoco nazionale. Sullo stesso territorio, già dalla scorsa settimana, sono stati inibiti gli accessi alla villa comunale e ad altri spazi verdi minori, a tutela della sicurezza dei cittadini appartenenti alle fasce d’età più avanzata.

Diverse aree pubbliche inibite anche sul territorio di Molfetta, dove la recente ordinanza comunale vieta lo stazionamento delle persone – a partire dalle 18 e fino alle 22 – lungo piazza Garibaldi, corso Umberto, il lungomare “Marcantonio Colonna”, l’area retrostante il Duomo (località “Sant’Andrea), le piazze Municipio e Vittorio Emanuele e la banchina Seminario e San Domenico. In queste aree è consentito solo l’attraversamento, l’accesso e deflusso per raggiungere gli esercizi commerciali legittimamente aperti e le abitazioni private.

Anche a Monopoli tutte le attività commerciali, comprese quelle di generi alimentari, chiudono alle ore 19 ed è stato esteso il divieto di stazionamento anche alle piazze Vittorio Emanuele II, Manzoni, XX settembre e a via Ungaretti. Regolare apertura concessa solo a farmacie, parafarmacie, distributori di carburante, edicole e tabacchi. “Oggi ho avuto davvero la sensazione di essere in guerra e di esserlo con poche armi – ha scritto, rammaricato, il sindaco Angelo Annese, in occasione della firma della nuova ordinanza restrittiva – “Per favore, faccio appello a tutti voi: difendetevi e difendete i vostri cari. La situazione inizia ad essere veramente molto difficile”, ha concluso.

E poi, ancora, Castellana Grotte, dove anche il sindaco Francesco De Ruvo si affida all’aiuto e al buonsenso della sua comunità per ridurre un indice di contagio che, negli ultimi giorni, è cresciuto in maniera preoccupante sul territorio. Nel Comune, secondo quanto ricordato dal primo cittadino in un post pubblicato sulla sua pagina Facebook, sono attivi infatti i servizi di spesa e di acquisto dei farmaci a domicilio, indispensabili per i positivi al Covid ma anche fortemente consigliati dall’amministrazione verso le categorie a rischio. Per tutti coloro che si trovano in condizione di isolamento domestico, è inoltre previsto il servizio di ritiro dei rifiuti a domicilio.

Restrizioni a Giovinazzo. Dopo un aumento dei casi di Covid-19 registrati,  il sindaco Tommaso Depalma ha preso ulteriori provvedimenti per contenere la diffusione del virus.  Da ieri, venerdì  20 novembre, il mercato settimanale è sospeso.  Inoltre, sino a nuove disposizioni, vigerà la chiusura al pubblico, dalle ore 16,00 alle 22,00 nei giorni feriali e per tutta la giornata nei giorni festivi, delle seguenti piazze del centro cittadino: Piazza Leichhardt; Piazzale dell’Aeronautica; Piazza Cairoli; Piazza Don Tonino Bello; Piazza Sicolo; Piazza Ten. Devenuto; Piazza Porto; Via Papa Giovanni XXIII° (Pronto Soccorso); Piazza San Salvatore; Piazza Meschino; Piazza Baden Powell; Piazza delle Rimembranze; Piazza Kennedy.

Centri abitati che, a poco a poco, si spengono, in tutta la provincia di Bari. Cittadine e paesi che, per la tutela della popolazione e delle fasce più deboli, si barricano sempre di più, appellandosi alla collaborazione di ciascun membro della comunità. È lo spaccato di un territorio che, annoverato tra le aree arancioni dall’ultimo Decreto del presidente del Consiglio dei ministri e in attesa di eventuali prossimi sviluppi, riorganizza la sua vita secondo le regole di quello che ha tutta l’aria di dover essere un periodo pre-natalizio all’insegna della vita domestica.


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