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Numero verde, colloqui a distanza su whatsapp, messenger e facebook. Ma anche assistenza in presenza psicologica, legale e sociale fino agli interventi di trasferimento nelle case rifugio con indirizzo segreto. Anche durante il periodo di limitazioni Covid il centro antiviolenza di Bari ha proseguito le attività a sostegno delle donne in difficoltà.

Chiuse in casa, in alcuni casi con figli minori e al fianco di uomini violenti. “La convivenza forzata tra le mura domestiche ha provocato una nuova emergenza sociale – spiega Marika Massara, coordinatrice Cav del capoluogo pugliese gestito dalla cooperativa comunità San Francesco -. Nel mese di marzo e nel corso del lockdown nazionale è stato registrato un calo drastico del 50% con 13 interventi effettuati dagli assistenti Cav. In estate i numeri sono iniziati a salire in parallelo con l’allentamento dei contagi, a maggio ben 30 interventi. Nel mese di ottobre abbiamo ricevuto tantissime segnalazioni”.

“Quando necessario stiamo agendo anche in presenza rispettando le procedure di sicurezza sanitaria – aggiunge Marika Massara -. Ci sono però delle donne che hanno problemi a giustificare lo spostamento, quindi avviamo colloqui su internet perché fa bene ribadirlo noi ci siamo, sempre aperti”. Il contatto per il centro antiviolenza di Bari 800 202 330 e il numero verde nazionale 1522.

A livello regionale se nel 2019 sono state 2.050 le donne rivolte a un CAV, i primi 8 mesi del 2020 sono stati 1.440 gli accessi e 892 i percorsi avviati (dati parziali perché mancano i dati di 3 cav) mentre sono 76 le donne messe in protezione con 73 minori. Sono 230 i percorsi di autonomia avviati e altri saranno avviati a breve grazie anche al fondamentale supporto delle misure economiche e di inclusione messe in campo dalla regione Puglia.

 La rete antiviolenza, 27 cav con 65 sportelli, 18 case fra prima e seconda accoglienza, non si è mai fermata, garantendo la continuità nell’ascolto, nella presa in carico e nella messa in sicurezza delle donne e dei loro figli. Sono 1.440 gli accessi e 892 i percorsi avviati (dati parziali perché mancano i dati di 3 cav) mentre sono 76 le donne messe in protezione con 73 minori. E 230 i percorsi di autonomia avviati e altri saranno avviati a breve grazie anche al fondamentale supporto delle misure economiche e di inclusione messe in campo dalla regione puglia. La rete antiviolenza, 27 cav con 65 sportelli, 18 case fra prima e seconda accoglienza, non si è mai fermata, garantendo la continuità nell’ascolto, nella presa in carico e nella messa in sicurezza delle donne e dei loro figli.

Nel giorno della giornata nazionale contro la violenza sulle donne, i dati del rapporto Eures mostrano l’andamento sul fenomeno del femminicidio in Italia: 91 donne vittime di omicidio nei primi dieci mesi del 2020, una ogni tre giorni.  Come riporta l’Ansa, a diminuire significativamente sono tuttavia soltanto le vittime femminili della criminalità comune (da 14 ad appena 3 nel periodo gennaio-ottobre 2020), mentre risulta sostanzialmente stabile il numero dei femminicidi familiari (da 85 a 81) e, all’interno di questi, il numero dei femminicidi di coppia (56 in entrambi i periodi), mentre aumentano le donne uccise nel contesto di vicinato (da 0 a 4).


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