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«La telefonata di ieri… Ho pianto tanto dalla gioia. Non ci credevo. Per me è un onore questo riconoscimento da parte del presidente Mattarella. Siate sempre orgogliosi di voi stessi e non abbiate paura, non sarete mai soli». Così Michela Piccione, 35enne di Sava (Taranto), diventata Cavaliere della Repubblica fra le 36 persone insignite dal presidente Mattarella di onorificenze al Merito, ha commentato su Facebook il prestigioso riconoscimento. Si è distinta «per il suo coraggioso gesto di denuncia – si legge nelle motivazioni – delle condizioni di sfruttamento del lavoro giovanile».

Era in un call center di Taranto che poi fu chiuso dopo l’esposto presentato all’Ispettorato del Lavoro. Le operatrici ricevevano paghe da fame, da 33 centesimi a un massimo di 1,18 euro l’ora, con tagli in caso di assenza anche di soli tre minuti per andare alla toilette. Michela Piccione convinse altre 20 colleghe a denunciare alla Slc-Cgil tutte le irregolarità riscontrate. Ora è impiegata in un call center regolare con un contratto a progetto. «Oggi – sottolinea Andrea Lumino, segretario Slc Cgil di Taranto – siamo contenti di poter mandare un messaggio: denunciare serve, il coraggio è importante, non dobbiamo abbassare la testa mai».

Per il segretario della Cgil Puglia, Pino Gesmundo, «dopo un anno così difficile la storia di resistenza e giustizia di Michela deve essere per tutti fonte di ispirazione affinché, con la forza della consapevolezza, della determinazione e dell’organizzazione, si possano cambiare le cose e rivendicare la dignità e i diritti che ci appartengono». Si congratula con Michela Piccione anche il segretario di Articolo Uno Taranto, Massimo Serio, «per aver promosso egregiamente legalità e diritto al lavoro: prerogative imprescindibili del vivere civile».


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