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Emergenza padri separati: il problema esiste, ma se ne parla troppo poco. A lanciare l’allarme Maria Foggetti, insegnante ed ex educatrice.

Violenza psicologica, minacce da parte di ex coniugi, ma anche alienazione genitoriale per cui, ai padri, viene spesso negato di poter vedere i propri figli. Ma non solo, anche assenza di leggi eque in merito al mantenimento che vedono spesso i padri ricoprire il ruolo di “bancomat” dando per scontato che si possano permettere di poter sostenere le spese. Sono solo alcune delle problematiche sottolineate da Foggetti, coordinatrice dello Sportello di ascolto per Padri separati e Famiglie in difficoltà di Bari.

In Italia, stando ai dati emersi in seguito ad una ricerca effettuata dall’Eurispes, sono circa 800mila i padri sotto la soglia di povertà, mentre 1milione e mezzo quelli in situazione di indigenza. Un fenomeno particolarmente diffuso testimoniato anche dall’aumento delle richieste di aiuto da parte dei padri, molti dei quali, racconta Foggetti, si rivolgono alla Caritas per potersi assicurare un pasto caldo, ma anche perché non riescono a permettersi un affitto. Anche la Puglia non è esente dalla problematica, “Manca però – sottolinea Foggetti – Una sensibilità da parte delle istituzioni”.

“Si tratta di un vero dramma sociale – ha spiegato la coordinatrice dello sportello – A pagarne le conseguenze sono, oltre ai padri, anche i bambini. Attualmente stiamo assistendo ad una spaccatura della figura del padre. Se da una parte viene considerato addirittura un nuovo povero, con moltissimi che dormono anche in macchina, dall’altra vi è una mancanza di garanzie e diritti con assenza di equità nelle leggi e un sistema che considera i padri dei veri e propri bancomat. A questo si aggiunge la violenza psicologica che molti subiscono da parte delle ex mogli con minacce che spesso riguardano proprio i figli”.

Secondo quanto dichiarato da Foggetti sarebbero moltissimi i pressing psicologici rivolti ai padri, tra questi, oltre quelli riguardanti il mantenimento, anche quelli più gravi, riguardanti la mancanza di opportunità, in seguito a divieto, di poter vedere i propri figli, problematica che ha gravissime conseguenze proprio sui bambini che spesso non riescono realmente a “Mettere a fuoco” la figura del proprio genitore. “Ci sono molti bambini che sono veri e propri orfani di padri vivi – sottolinea ancora Foggetti –  Si tratta di alienazione genitoriale, ne soffrono molti padri, anche se la letteratura scientifica non riconosce quest’ultima come patologia”.

A fare eco alle parole della coordinatrice, quelle di Gianni Carrassi, presidente dell’associazione Puglia Accessibile, impegnata ormai da anni sul fronte della difesa dei diritti dei padri separati.

“Si tratta di una categoria discriminata – ha spiegato Carrassi – Molti dei diritti dei padri non sono tutelati. In Puglia, in particolare, manca l’attenzione nei confronti del problema. Solo ultimamente e con scarni segnali, il tema è stato accolto dalle istituzioni, sarebbe necessario però promuovere una legge regionale che non si limiti a prendere le misure nel momento in cui si è già arrivati all’emergenza” – ha concluso il presidente dell’associazione che, in collaborazione con Maria Foggetti, ha avviato su Bari uno sportello di ascolto per supportare i padri in difficoltà.

“Bisognava fare qualcosa sul territorio – ha commentato la coordinatrice – Da qualche mese abbiamo aperto a Bari uno sportello di ascolto psicologico e legale in supporto delle famiglie e in particolare dei padri, attori spesso emarginati. Io mi occupo di offrire consulenze pedagogiche, ma ci sono anche professionisti tra cui avvocati e psicoterapeuti che accompagnano i papà nelle fasi delicate della separazione”.

Si tratta, in particolare, di supporti gratuiti sino ad eventuale processo, con un rimborso simbolico delle spese legali e aiuti che hanno come obiettivo quello di agevolare i padri in difficoltà, molto spesso, specifica Foggetti “Sul lastrico”. Ma non solo, tra gli obiettivi di Foggetti e Carrassi, anche quello di portare a termine un coordinamento con le altre città attraverso il quale segnare i punti in comune per poter portare all’attenzione delle istituzioni questa problematica spesso invisibile agli occhi di molti.

“La violenza, psicologica o fisica che sia, è sbagliata in ogni caso, purtroppo di quella nei confronti dei padri si parla troppo poco – conclude Foggetti – Attraverso i nostri incontri cerchiamo anche di prevenire il conflitto all’interno delle famiglie, onde evitare che nel caso in cui ci sia separazione si vada incontro alle problematiche elencate. Il fenomeno in questione è purtroppo in aumento. Ad oggi ci sono molti padri che si rivolgono a noi, il nostro supporto è d’aiuto, ma non basta, serve un sistema che sia preparato ad affrontare l’emergenza affinché nessuno resti ai margini”. (foto pxhere)


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