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La scuola pubblica è a un passo dallo stallo. Da un lato gli studenti si dichiarano insoddisfatti della dad, dall’altro gli insegnanti chiedono maggiore chiarezza sull’immediato futuro al governo regionale. Per questi motivi nella mattinata odierna si è svolto un sit in di protesta del sindacato Uil sul lungomare di Bari, con la partecipazione di numerosi docenti.

Non convince il modello a metà tra didattica in presenza e da casa. “Lavorare in contemporanea con chi è in classe e parlare a una webcam comporta delle difficoltà logistiche – racconta Barbara Rinero, insegnante dell’istituto Cirillo -. I ragazzi in presenza ottengono nozioni chiare, mentre non tutte le scuole riescono ad avere una linea internet sufficientemente potente per reggere 40 classi che seguono in contemporanea. Inoltre molti alunni non hanno gli strumenti adatti per supportare l’online dalla propria abitazione”.

“La maggior parte degli studenti vuole andare in presenza – aggiunge Alessandra Cabras, insegnante di scuola media -. Come per le famiglie, i ragazzi pretendono di essere sicuri e chiedono presidi sanitari o il potenziamento dei trasporti. Magari poi i vaccini. Se andare a scuola vuol dire convivere con la paura, allora meglio la dad per tutti”.

“L’abbandono scolastico aumenta – continua un’altra docente barese – lavoro in una scuola di frontiera e alcuni tendono ad abbandonare: ma cerchiamo di tenere sotto controllo la situazione chiamando le famiglie. In molti casi abbiamo successo”. L’allarme è stato lanciato anche dagli insegnati di sostegno.


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