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La Puglia è una delle regioni italiane più a rischio subsidenza, il fenomeno dell’abbassamento del suolo dovuto al prelievo di solidi o fluidi che è spesso causa di inondazioni. Insieme a lei Emilia-Romagna, Veneto, Toscana, Campania e Calabria. A renderlo noto è la simulazione basata sula prima analisi globale del fenomeno, pubblicata sulla rivista Science e condotta dall’Università di Padova e dagli Istituti del Consiglio nazionale delle ricerche per la protezione idrogeologica (Cnr-Irpi) e di Geoscienze e georisorse (Cnr-Igg). 

“Quasi 200 chilometri della costa adriatica settentrionale sono caratterizzati da una quota inferiore al livello medio del mare o appena sopra di esso. In queste aree, anche pochi centimetri di subsidenza aumentano la probabilità di inondazione”, spiega, sul punto Luigi Tosi, del Cnr-Igg.

Il lavoro, che è stato svolto nell’ambito dell’Iniziativa LaSII dell’Unesco, mostra come la subsidenza sia particolarmente impattante nelle zone costiere, dove l’innalzamento del livello del mare dovuto al cambiamento climatico è aggravato dall’abbassamento della superficie del suolo. Secondo lo studio le potenziali aree di subsidenza coinvolgono 1,2 miliardi di persone e il 21% delle principali città del mondo; l’86% della popolazione esposta che vive in Asia. Stando ai dati della simulazione, nel 2040 potrebbero essere 635 milioni gli abitanti del pianeta a vivere in aree a rischio.


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