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Gianna era una transgender conosciuta ad Andria. La sua morte ha sconvolto l’intera comunità Lgbt, ma la sua scomparsa è diventata anche un caso. Perché la famiglia ha fatto affiggere manifesti con il nome al maschile di Gianna, Giovanni. Una scelta che ha innalzato la polemica della comunità Lgbt e di Vladimir Luxuria. Da qui la decisione di rifare la locandina funebre, realizzata dall’agenzia di pompe funebri di Roma Taffo.
A ricordare Gianna anche il sindaco di Andria, Giovanna Bruno.  “La nostra città ha tante persone fragili. Fragilità di varia natura, con storie che vengono anche da lontano. Storie molto diverse tra loro ma spesso con un denominatore comune: sofferenza, solitudine, tristezza, precarietà sociale o fisica. La città di fronte a ciò a volte si indigna, a volte respinge. In alcuni casi è solidale, in altri si fa giudice. Storie di vita, su cui in tanti si arrogano il diritto di intervenire per sentenziare, per creare tifoserie o per strumentalizzare. Apprendo con tristezza che una di queste fragilità cittadine non c’è più: Gianna – scrive su Facebook –  Apprendo dai suoi vicini, che in silenzio tante volte l’hanno aiutata, che una brutta caduta le ha stroncato l’esistenza. Con la sua dipartita cade il muro di pregiudizi nei suoi confronti, cade la cultura dello scarto. Ma che ce ne facciamo ora che non c’è più? Quante altre Gianna la nostra Comunità conosce, di cui deve farsi carico a partire dalle istituzioni?”
“Gianna – ha continuato il sindaco –  mi ha fermato qualche giorno dopo il mio insediamento. Cercava un alloggio ma mi ha raccontato che nessuno voleva farle il contratto. Aveva un sostegno economico dai servizi sociali ma il suo cruccio era la casa. Questo ho saputo di lei, dal suo racconto. Mi sarebbe venuta a trovare. Voleva parlare, essere ascoltata. Oggi, la notizia della sua scomparsa”. Oggi si sono tenuti i funerali.


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