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Creare una community nazionale di studenti universitari pronti a dedicarsi all’accompagnamento allo studio online di bambini e adolescenti tra i 9 e i 16 anni. E’ l’obiettivo del progetto Volontari per l’educazione, promosso da Save the Children, al quale l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro ha scelto di aderire.

L’emergenza sanitaria da Covid-19 è all’origine non solo della crisi economica più severa dal secondo dopoguerra a oggi ma sta palesando un’emergenza educativa senza precedenti che potrà portare conseguenze estremamente gravi sul futuro delle giovani generazioni. Per tali ragioni, Save the Children ha inserito l’iniziativa Volontari per l’Educazione, sostenuta dalla Conferenza dei Rettori e dalla Rete delle Università dello Sviluppo Sostenibile (RUS), all’interno della campagna Riscriviamo il Futuro.

“La pandemia – ha dichiarato il Magnifico Rettore, prof. Stefano Bronzini –ha aggravato le diseguaglianze legate allo status socio-economico, all’area geografica di residenza e al digital divide, accentuando nel Paese emergenze, come quella educativa, che richiedono strumenti e soluzioni immediate. La partecipazione a iniziative come Volontari per l’educazione rappresenta un’opportunità di crescita per i nostri studenti ma anche, e soprattutto, un impegno della nostra Istituzione affinché nessuno sia lasciato indietro”.

Dopo una formazione specifica e con l’assistenza di educatori professionali, gli Studenti e le Studentesse che decideranno di proporsi come volontari seguiranno bambini e ragazzi, sulla base delle loro competenze e delle esigenze specifiche dei destinatari dell’intervento educativo, individuati in collaborazione con le scuole.

“L’emergenza educativa che sta caratterizzando questo tempo –– ha dichiarato il Delegato alla Terza Missione e alla Sostenibilità, prof. Giuseppe Pirlo – non può lasciare le Università indifferenti. Per questo l’iniziativa di Save the Children è stata accolta dall’Università di Bari come un’opportunità per stare vicini al territorio e per poterci mettere al servizio delle istituzioni scolastiche e delle esigenze di accompagnamento e di supporto che le famiglie chiedono”.

Gli studenti e le studentesse dell’Università di Bari che decideranno di portare il loro contributo al progetto potranno chiedere che il percorso compiuto sia convalidato come attività alternativa allo svolgimento del tirocinio curricolare oppure come un’ulteriore opzione formativa che consentirà loro di maturare dei CFU: “Siamo consapevoli che l’esperienza di accompagnamento allo studio sarà, per le studentesse e gli studenti della nostra Università, un’opportunità anche per poter sviluppare competenze trasversali e di cittadinanza su cui oggi il mondo del lavoro ci chiede di insistere e sulle quali siamo chiamati a riflettere” – ha concluso la prof.ssa Anna Paterno, Delegata ai Percorsi formativi di UniBa.


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