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Resta a Bari il processo sul naufragio del traghetto Norman Atlantic, avvenuto nella notte tra il 27 e il 28 dicembre 2014, dopo un rogo scoppiato a bordo, e che causò la morte di 31 persone e il ferimento di 64 passeggeri.

Il Tribunale ha rigettato le eccezioni preliminari sulla incompetenza territoriale sollevate dalle difese degli imputati, che chiedevano di trasferire il processo a Brindisi (dove la nave approdò come primo porto), a Rovigo (dove ha sede la società proprietaria del traghetto, la Visemar) o fuori dall’Italia, essendo il fatto avvenuto al largo delle coste albanesi. L’udienza si è celebrata con tutte le parti collegate da remoto con il collegio dei giudici (presidente Marco Guida). La prossima udienza, invece, si terrà in presenza nell’aula bunker di Bitonto il 24 marzo e ci saranno le richieste istruttorie. In una lunga e motivata ordinanza, il Tribunale ha rigettato anche le eccezioni sulla inutilizzabilità dell’incidente probatorio nei confronti degli imputati che sono stati coinvolti nel procedimento dopo la perizia, sulla «litispendenza comunitaria», cioè l’esistenza di un altro processo sugli stessi fatti attualmente in corso in Grecia, dove ha sede la società noleggiatrice della nave naufragata, la Anek Lines e quella sul rinvio pregiudiziale alla Corte europea per la mancata traduzione in greco di alcuni atti. I giudici si sono invece riservati sulla revoca dell’ordinanza che aveva escluso la Visemar come responsabile civile. Nel processo sono imputate 32 persone: l’armatore Carlo Visentini, i due legali rappresentanti della Anek Lines, il comandante Argilio Giacomazzi e 26 membri dell’equipaggio, oltre alle due società. Agli imputati i pm Ettore Cardinali e Federico Perrone Capano contestano, a vario titolo, i reati di cooperazione colposa in naufragio, omicidio colposo e lesioni colpose plurime oltre a numerose violazioni sulla sicurezza e al codice della navigazione. Si sono costituti parti civili i ministeri dell’Ambiente, della Difesa e degli Interni, le associazioni Codacons, Confconsumatori e Anmil e circa 70 familiari di vittime e superstiti.


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