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«Oggi in Puglia i maggiori rischi di infiltrazione criminale potrebbero riguardare il settore sanitario, nella produzione e distribuzione di dispositivi medici, nello smaltimento di rifiuti speciali o nella sanificazione ambientale». È quanto emerge dal focus sulla Puglia contenuto nella relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia, relativa al periodo gennaio-giugno 2020.

La relazione della Dia riporta le parole della prefetta di Bari, Antonella Bellomo, che ha evidenziato anche «alcuni tentativi di guidare la protesta delle classi maggiormente colpite dalla crisi, compiuti da elementi contigui alla criminalità». Gli investigatori della Dia evidenziano anche il rischio di infiltrazione delle mafie pugliesi nei settori «del turismo e della ristorazione in crisi di liquidità per il prolungato blocco delle attività dell’agroalimentare e della mitilicoltura, tra i pochi comparti non indeboliti dal blocco ma particolarmente appetibili ai fini del riciclaggio e dell’intercettazione delle erogazioni pubbliche. Particolari rischi potranno poi riguardare le politiche infrastrutturali e dell’edilizia pubblica per i pericoli correlati con le procedure irregolari e gli affidamenti diretti effettuati dagli enti locali».


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