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Un Osservatorio sui linguaggi di odio in Rete per effettuare attività di ricerca e di intervento in merito. Presentato all’Università del Salento e diretto dal professor Luigi Spedicato, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi, l’Osservatorio si occuperà in particolare di temi come il negazionismo, l’odio politico, l’apologia di regimi, la discriminazione etnica o basata sul genere e sulle abitudini sessuali, l’odio religioso e razziale, l’attacco al diverso in ogni sua accezione, la propaganda terroristica.

“La percezione della realtà e i comportamenti sono determinati dal linguaggio che orienta e definisce l’esperienza dell’ambiente influenzando l’agire sociale” – ha spiegato il professor Luigi Spedicato – i valori e le credenze degli individui, il pregiudizio e lo stereotipo, il sistema di attese e i comportamenti sociali agiti dipendono dalle narrazioni che le sostengono e che al contempo le alimentano. In questa prospettiva le forme di linguaggio aggressivo orientano specifici modelli di lettura dei sistemi sociali e alimentano la messa in atto di comportamenti distruttivi delle diverse forme di cittadinanza”.

L’Osservatorio promuove, organizza e gestisce, anche in collaborazione con altre istituzioni pubbliche di ricerca e organismi privati italiani e stranieri, attività di studio, di intervento, di progettazione. Tra gli obiettivi, oltre quello di monitorare una realtà che diventa sempre più all’ordine del giorno, c’è anche quello di promuovere la ricerca interdisciplinare sulle dinamiche di generazione e diffusione degli ‘hate speech’ in rete e sui social network, ma non solo. Tra gli obiettivi c’è anche quello di affiancare, con le proprie analisi e ricerche, le autorità e le istituzioni nazionali e sovra-nazionali (a partire dall’Unione Europea) nelle politiche di contrasto alla diffusione degli hate speech, promuovere e sostenere l’attenzione del sistema dei media rispetto alla responsabilità degli operatori dell’informazione, anche attraverso azioni di formazione degli stessi, organizzare attività formative negli ambiti connessi con le proprie finalità e gestire progetti e servizi di prevenzione e interventi volti in particolare alle nuove generazioni.

L’Osservatorio è già attualmente impegnato in alcuni laboratori teatrali, nei quali la “Parola” è intesa come strumento di espressione ed elemento base nelle relazioni sociali anche in ambienti virtuali. Attraverso le esperienze condivise dei singoli partecipanti si sta cercando di creare un “Alfabeto dei sentimenti”, ovvero un metodo comparativo per raccontarsi e relazionarsi.


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