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Si è svolto stamani a Bari l’incontro tra Eataly e le organizzazioni sindacali, per discutere della situazione del punto vendita in Fiera del Levante. “L’azienda – dice Marco Dell’Anna, segretario UILTuCS – in ragione delle restrizioni determinate dalle misure governative di contrasto alla pandemia e dell’andamento negativo nel periodo pre-Covid, sta valutando complessivamente la sostenibilità dell’investimento sul negozio di Bari. Il punto vendita della Fiera del Levante, quindi, rientrerà nel perimetro di negozi per i quali Eataly avvierà richiesta per l’ulteriore periodo di 28 settimane di Fis previsto dal decreto sostegni”.

“La vertenza è molto complessa e all’azienda abbiamo chiesto chiarezza e trasparenza, caratteristiche finora non pervenute, oltre che dati certi sull’andamento economico del punto vendita. Ad oggi, infatti – prosegue Dell’Anna – Eataly non è stata in grado di comunicare alcuna data di riapertura del negozio, posizione che desta forte preoccupazione per la tenuta dei livelli occupazionali”.

Le parti si sono aggiornate al prossimo 6 aprile, data in cui Dell’Anna spera di conoscere “numeri e prospettive più precise: quando in ballo c’è il futuro di 40 lavoratori e lavoratrici, specie in questo drammatico momento storico, non si può essere vaghi ed evasivi, ma quanto più concreti possibile”.

“Le nostre preoccupazioni si sono consolidate alla luce nell’incontro odierno” afferma Mariangela Monforte, Segretaria Provinciale Filcams Cgil.

“L’elenco delle criticità dichiarate dall’azienda, sono molteplici a partire dai risultati economici non positivi del punto vendita barese, dalle problematicità della location, alla scarsa valorizzazione della zona fiera, ai problemi di attrazione del traffico turistico e cittadino, in questa fase pandemica tutto si è aggravato, anche a seguito dell’apertura dell’ospedale Covid ed infine il cambio di colore in zona rossa. Tutto ciò ha determinato il rischio di insostenibilità e per questo la direzione di Eataly sta valutando complessivamente le sorti del punto vendita barese. Ad oggi i dirigenti aziendali non sono in grado di fornire certezze per il prossimo futuro. Nel corso dell’incontro l’azienda non ha rassicurato ne i lavoratori e ne le parti sociali. Ha inoltre comunicato che sta valutando complessivamente l’investimento fatto su Bari e non è in grado di garantire la riapertura dal 7 Aprile, cosi come richiesto dal sindacato. “Purtroppo ad oggi le informazioni sono ancora molto vaghe, afferma Antonio Miccoli, Segretario Generale Filcams CGIL Bari. Per il momento l’unico elemento di garanzia proposto da Eataly riguarda l’attivazione dell’ammortizzatore sociale (F.I.S.) previsto dal decreto sostegni per i 40 lavorati per le prossime 28 settimane a partire dal 1° aprile.”

“La CGIL di Bari – commenta la Segretaria Generale Gigia Bucci – chiede il coinvolgimento delle istituzioni cittadine e regionali che in questa delicata situazione hanno un ruolo imprescindibile di responsabilità per il futuro del Quartiere Fieristico”.


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