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“Storie di avvoltoi e loro simili”. Inizia così un lungo post il proprietario dell’Arcimboldo, Florian Binetti. Un post di denuncia verso altri colleghi che non stanno rispettando le chiusure imposte dal Governo.

“Sono incazzato nero – scrive – Io chiudo il mio bar, come da decreto, alle 18 in punto. Faccio rigorosamente solo asporto. Passeggio per l’Umbertino per fare rientro a casa e m’imbatto in gente che beve sorridente il suo cocktail alle 19.00 e poi alle 20 e alle 20.30… E chiedo “dov’è possibile ordinare un super alcolico d’asporto a quest’ora?”“E’ da te – mi si risponde – che volevo venire, ma voi siete chiusi..”. La denuncia del titolare dell’Arcimboldo è nei confronti di colleghi che non starebbero rispettando le regole che impongono le chiusure. Li chiama “avvoltoi”, che “per “mangiare” devono aspettare che gli altri animali siano morti.E noi non c’abbiamo sette vite come i gatti ce ne abbiamo infinite come tutti quelli che hanno imparato a ridere senza sporcarsi”, conclude.

La replica. Il gestore del locale che è stato accusato dal collega dell’Arcimboldo ci ha contattati per il diritto di replica. “Il dpcm del 2 marzo ha confermato l’obbligo di sospendere il servizio di asporto alle ore 18 per gli esercizi pubblici che svolgono come attività prevalente una di quelle identificate dai codici ateco 56.3 – spiega – noi abbiamo come attività prevalente quella della ristorazione e quindi possiamo fornire il servizio di asporto fino alle 22. Prima di accusare i colleghi bisognerebbe informarsi, prima di invocare l’intervento della polizia locale bisognerebbe conoscere le norme. Noi ci dissociamo da tutto e diffideremo in ogni sede le ingiurie ricevute dal commerciante. A questo link è possibile accertarsi di quanto stio dicendo”.


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