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Furti di auto e vendita pezzi sul mercato nero nel Barese. Traffico da 200mila euro: 5 arresti – Video

Pubblicato da: redazione | Mer, 5 Maggio 2021 - 08:00
Furti di auto

Sono coinvolte le province di Bari, Foggia e Lecce nell’operazione denominata “Lockdown” da parte dei carabinieri di Monopoli che, alle prime luci dell’alba, hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Bari nei confronti di 5 individui, indagati in concorso per i reati di furto aggravato e ricettazione. L’indagine, condotta fra i mesi di febbraio e luglio del 2020, ha consentito di disarticolare una rete di soggetti, originari di Bitonto e dediti ai furti di auto, rubate soprattutto nella città di Bari e in seguito trasportate presso un autodemolitore del Foggiano, il quale provvedeva allo smontaggio dei pezzi e all’immissione di questi ultimi in un mercato parallelo.

In particolare, è stato ricostruito il modus operandi degli indagati, tutti gravati da precedenti per reati contro il patrimonio, operativi anche durante il periodo del lockdown nazionale. Il gruppo, specializzato nel settore, sceglieva il mezzo da rubare solo dopo un accurato sopralluogo e utilizzava, all’occorrenza, centraline clonate e chiavi contraffate, mentre la fuga era garantita da una “staffetta” che segnalava l’eventuale presenza delle forze di polizia. Le autovetture, una volta rubate, venivano nascoste presso un uliveto nelle campagne di Bitonto e “bonificate”, ovvero private di eventuali sistemi di allarme o di localizzazione.

I militari dell’Arma hanno documentato vari furti di autovetture, per un valore complessivo stimato in circa 200mila euro, che avevano fatto registrare un crescente allarme fra la popolazione proprio per la frequenza insolita dei casi.  Il “giro di affari” del circuito illecito è stato quantificato in circa 1.500 euro il prezzo di ogni auto ceduta al ricettatore, il quale, a sua volta, la “piazzava” a un prezzo non inferiore a 1.800 euro. L’attività di indagine ha consentito, inoltre, di accertare come tra i propositi degli arrestati rientrasse anche quello di incendiare l’autovettura di un sottufficiale dell’Arma, per ritorsione a seguito di un suo recuperato di parte di un carico di generi alimentari, proveniente dal “Fondo aiuti Europei agli indigenti” e destinato ad un’associazione umanitaria di Bari, trafugato da uno degli indagati durante un raid notturno.

Per queste accuse, a vario titolo, sono finiti in manette questa mattina il 35enne Gaetano Rossiello, il 47enne Roberto Brilli, il 54enne Luciano Lella e il 51enne Giuseppe Pantaleo, tutti residenti a Bitonto. Insieme a loro anche il 49enne Gerardo Russo, di Orta Nova.

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