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Taranto, nell’ex Ilva amianto non censito dalle mappe: sindacati presentano esposto in Procura

Pubblicato da: redazione | Lun, 24 Maggio 2021 - 18:30
Ilva Amianto area a caldo

All’interno del reparto “Treno Lamiere” dello stabilimento siderurgico Acciaierie d’Italia di Taranto, sono presenti 3 forni per il preriscaldamento delle bramme contenenti amianto, non censito nella mappe di segnalazione della presenza dello stesso materiale nocivo dello stabilimento siderurgico. La denuncia giunge dall’Usb – Unione sindacale di Base di Taranto che questa mattina ha presentato un esposto in Procura con cui chiede il riconoscimento dell’esposizione dei lavoratori alle particelle cancerogene anche in seguito all’ultimo censimento delle sostanze nocive risalente a diversi anni fa.

Sono infatti 4mila le tonnellate di amianto riscontrate in fabbrica in base all’ultimo censimento che risale a diversi anni fa ad opera del commissario straordinario Enrico Bondi, ma sulla base di successivi ritrovamenti in diverse zone dello stabilimento siderurgico, non ufficializzati (in seguito ai quali la sostanza ritrovata non è stata  incapsulata e messa in sicurezza) l’Usb continua a denunciare la presenza di agenti cancerogeni e quindi l’esposizione dei lavoratori al rischio di contrarre malattie correlate all’inevitabile inalazione delle particelle, notoriamente nocive.

In particolare, la scoperta di amianto nel forno n.2 di preriscaldamento è avvenuta nel 2017 per puro caso, durante i lavori di rifacimento del refrattario all’interno del forno, da parte di una ditta appaltatrice. “Questa condizione fa pensare, e così si evince dalle analisi dei materiali allegati, che anche nel forno n°1 e nel forno n°3 sia presente amianto, finora non censito nelle mappe di presenza amianto – spiega il sindacato – Si presume, che nella fase di installazione dei forni, il costruttore abbia informato i proprietari pro-tempore degli impianti della presenza di amianto e abbia fornito tutti i documenti con queste indicazioni”.  

 

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