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Bari e Napoli targati De Laurentiis hanno fallito i propri obiettivi stagionali. I campani non sono riusciti ad entrare nei primi quattro posti per la Champions League, mentre i pugliesi hanno scritto un’altra pagina nera, nell’impresa di non segnare nemmeno un gol in 180′ agli ottavi di finale playoff di serie C.  Lo zero a zero casalingo dei galletti contro la squadra di Salò va oltre la delusione sul campo. E’ il fallimento di un intero campionato – al limite del grottesco – tra cambi di allenatore, l’addio al ds Romairone (su cui pesano tante responsabilità sul calciomercato fallimentare) e la cessione di alcuni uomini simbolo che avevano sempre onorato la maglia dalla rinascita tra i dilettanti.

Ma proviamo ad analizzare alcuni momenti chiave. Alla presentazione delle nuove maglie 2020/2021 uno dei tre volti simbolo oltre ai senatori Antenucci e Di Cesare, era l’attaccante Simone Simeri: un protagonista dotato di una tecnica mediocre ma che aveva sempre garantito ai tifosi un impegno encomiabile. “Ti vogliamo con noi in B”, era uno dei tanti commenti sui social. Invece Simeri al pari di Hamlili (solo per citarne un’altro) sono stati ritenuti lontani dal progetto tecnico di mister Auteri e ceduti a gennaio.

Scelta inspiegabile, ma si è andati avanti. Altro punto dolente: l’allenatore. Lo stesso presidente Luigi De Laurentiis ha ammesso nelle scorse settimane che tagliare il condottiero della precedente stagione, Vivarini (imbattuto nella regular season 2019/20 e su cui pesava solo la sconfitta nella finalissima degli spareggi con la Reggiana) è stata una scelta che col senno appare al quanto azzardata. Auteri, mal visto dalla piazza, con in mezzo la parentesi Carrera, ha sempre puntato sui giocatori d’esperienza ma ormai scarichi, con una evidente discrasia di energia messa sul campo rispetto agli avversari.

Manca un direttore sportivo che indichi la strada. Tante le parole in conferenza stampa, ma poi alla prova dei fatti lo spartito è rimasto identico. Come è stato possibile affidare la maglia numero 10 a Marras? Il fantasista ha garantito qualche colpo come il gol contro il Foggia ma si è dimostrato sempre nervoso, al limite dell’espulsione o della simulazione. Non merita la conferma come tanti altri: Sabbione ha fatto vedere tutti i propri limiti su cui è meglio non insistere, stesso discorso per Semenzato che si spera non rivedremo più al San Nicola. Il centrocampo è stato un vero disastro e troppo, troppo, lento. Di Cesare e Antenucci lasceranno quasi certamente Bari. E i giovani? Quelli che in Serie C corrono e inseguono? La gestione di Mercurio dovrà insegnare qualcosa: poco utilizzato, addirittura solo nel finale col Feralpisalò in una situazione disperata. Cosa costava dagli fiducia?

Le incognite sul futuro aumentano. In tanti considerano Bari come un Napoli B, brutto da dire ma non del tutto errato come dimostrano le tante comproprietà e un calciomercato fatto più in Campania. La famiglia De Laurentiis avrà la voglia e la forza di ripartire? In entrambi i casi sono due squadre da rifondare.


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