Cabtutela.it
aqp.it
ferrovieappulolucane.it

Giovani e lavoro dopo la laurea, in Puglia il Politecnico è sopra la media italiana. E’ quanto emerge dal rapporto 2021 dal titolo Profilo e Condizione occupazionale dei laureati di Almalaurea, consorzio tra università a cui aderiscono 76 atenei italiani. L’indagine, presentata nella giornata di oggi a Bergamo, ha coinvolto complessivamente 291mila laureati, 1859 dei quali del Politecnico. In Puglia, l’indagine, ha riguardato complessivamente 25.636 laureati della Regione. I dati, va specificato, si concentrano sull’analisi delle performance dei laureati di primo e di secondo livello usciti nel 2019 e intervistati a un anno dal titolo e su quelle dei laureati di secondo livello usciti nel 2015 e intervistati dopo cinque anni.

Per quanto riguarda i laureati triennali intervistati dopo un anno dalla laurea, l’indagine ha coinvolto 8.962 ex studenti che, dopo il percorso triennale, hanno scelto di immettersi direttamente nel mondo del lavoro. A un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione (si considerano occupati tutti coloro che sono impegnati in un’attività retribuita, di lavoro o di formazione) è del 67,1%, mentre quello di disoccupazione (calcolato sulle forze di lavoro, cioè su coloro che sono già inseriti o intenzionati a inserirsi nel mercato del lavoro) è pari al 17,2%. Tra gli occupati, il 20,9% prosegue il lavoro iniziato prima della laurea, l’11,6% ha invece cambiato lavoro, il 67,5% ha iniziato a lavorare solo dopo il conseguimento del titolo. Il 29,0% degli occupati può contare su un lavoro alle dipendenze a tempo indeterminato, mentre il 42,9% su un lavoro non standard (in particolare su un contratto alle dipendenze a tempo determinato). Il 10,7% svolge un’attività autonoma (come libero professionista, lavoratore in proprio, imprenditore, ecc.). Il lavoro part-time coinvolge invece il 22,3% degli occupati. La retribuzione è in media di 1.265 euro mensili netti.

Entrando più nel dettaglio, i laureati di secondo livello del 2019 contattati dopo un anno dal titolo sono 5.487 (di cui 3.666 magistrali biennali e 1.821 magistrali a ciclo unico), quelli del 2015 contattati a cinque anni sono 5.501 (di cui 3.443 magistrali biennali e 1.989 magistrali a ciclo unico).  Tra i laureati di secondo livello del 2019 intervistati a un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione (si considerano occupati quanti sono impegnati in un’attività retribuita, di lavoro o di formazione) è pari al 57,1% (62,5% tra i magistrali biennali e 48,5% tra i magistrali a ciclo unico). Il tasso di disoccupazione, calcolato sulle forze di lavoro, è pari al 25,6% (24,8% tra i magistrali biennali e 27,2% tra i magistrali a ciclo unico). Il 21,6% prosegue il lavoro iniziato prima della laurea, l’11,7% ha invece cambiato lavoro; il 66,6% ha iniziato a lavorare solo dopo il conseguimento del titolo. Tra i laureati magistrali biennali tali percentuali sono, rispettivamente, pari a 25,3%, 13,0% e 61,6%; tra i magistrali a ciclo unico sono pari a 12,3%, 8,3% e 79,4%.

Tipologia di contratto: il 19,5% degli occupati può contare su un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato mentre il 36,9% su un lavoro non standard (in particolare su un contratto alle dipendenze a tempo determinato). Il 14,4% svolge un’attività autonoma (come libero professionista, lavoratore in proprio, imprenditore, ecc.). Tra i magistrali biennali tali percentuali sono, rispettivamente, pari a 23,1%, 37,1% e 8,7%; tra i magistrali a ciclo unico sono pari a 10,3%, 36,4% e 28,9%. Il lavoro part-time coinvolge il 27,1% degli occupati (25,7% tra i magistrali biennali e 30,7% tra i magistrali a ciclo unico). La retribuzione è in media di 1.226 euro mensili netti (1.191 euro per i magistrali biennali e 1.317 euro per i magistrali a ciclo unico). Per quanto riguarda l’efficacia del titolo di studio: Il 66,8% degli occupati ritiene la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro che sta svolgendo (il 61,6% tra i magistrali biennali e il 79,9% tra i magistrali a ciclo unico), inoltre, il 56,7% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite durante il percorso di studi (52,1% tra i magistrali biennali e 68,6% tra i magistrali a ciclo unico).

A cinque anni, il tasso di occupazione dei laureati di secondo livello del 2015, intervistati a cinque anni dal conseguimento del titolo, è pari all’83,5% (82,9% per i magistrali biennali e 84,3% per i magistrali a ciclo unico). Il tasso di disoccupazione è pari all’8,4% (9,4% per i magistrali biennali e 6,8% per i magistrali a ciclo unico).  Per quanto riguarda la tipologia di contratto in questo caso: gli occupati assunti con contratto a tempo indeterminato sono il 51,2%, mentre gli occupati che svolgono un lavoro non standard sono il 18,3%. Svolge un lavoro autonomo il 23,0%. Tra i magistrali biennali tali percentuali sono, rispettivamente, pari a 56,6%, 20,8% e 15,5%; tra i magistrali a ciclo unico sono pari a 39,7%, 12,1% e 39,6%. Il lavoro part-time coinvolge il 12,6% degli occupati (14,0% tra i magistrali biennali e 10,3% tra i magistrali a ciclo unico). Le retribuzioni arrivano in media a 1.440 euro mensili netti (1.431 per i magistrali biennali e 1.462 per i magistrali a ciclo unico). Il 72,1% degli occupati ritiene la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro svolto (è il 67,4% tra i magistrali biennali e l’80,5% tra i magistrali a ciclo unico); il 61,4% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite all’università (57,9% tra i magistrali biennali e 67,3% tra i magistrali a ciclo unico).

Settore privato o pubblico? il 74,3% dei laureati è inserito nel settore privato, mentre il 22,9% nel pubblico. La restante quota lavora nel non-profit 2,8%. L’ambito dei servizi assorbe l’80,5%, mentre l’industria accoglie il 18,2% degli occupati; 0,9 la quota di chi lavora nel settore dell’agricoltura.

In sintesi, dallo studio di questo campione, risulta che il 73,9% di giovani in possesso di una laurea magistrale, a distanza di un anno dal conseguimento del titolo, lavora. La percentuale di occupati sale al 78,4% se si considerano solo i laureati magistrali biennali. Il tasso medio nazionale, invece, per i laureati magistrali ad un anno dal titolo è del 68,1%. Numeri che aumentano, ovviamente, se si considera la stessa categoria di laureati, ma a cinque anni dal titolo. In questo senso, il dato del Politecnico, è in questo caso del 94,1%, mentre quello nazionale è dell’87,7%, mantenendo quindi la stessa differenza percentuale riscontrata ad un anno. “Questi dati confermano la qualità del lavoro che si continua a svolgere nel Politecnico di Bari» ha commentato il rettore, Francesco Cupertino – in questo lungo periodo di pandemia – aggiunge – il nostro sistema economico ha evidentemente accusato il colpo, ma è altrettanto evidente che l’alto livello della formazione politecnica, unito ad una collaborazione sempre più stretta con le aziende, ci consente di immettere sul mercato del lavoro laureati di alto profilo, in linea con le esigenze mutevoli del mondo produttivo” – ha concluso.

Dati generali del report: i laureati nel 2020 della Regione Puglia, coinvolti nel XXIII Rapporto sul Profilo dei laureati sono 14.145. Si tratta di 8.528 di primo livello, 3.740 magistrali biennali e 1.799 a ciclo unico, i restanti sono laureati del corso pre-riforma in Scienze della Formazione primaria o in altri corsi pre-riforma. La quota di laureati di cittadinanza estera è complessivamente pari allo 0,8%: lo 0,8% tra i triennali e lo 0,9% tra i magistrali biennali. Il 5,8% dei laureati proviene da fuori regione; in particolare è il 5,1% tra i triennali e il 6,8% tra i magistrali biennali. È in possesso di un diploma di tipo liceale (classico, scientifico, linguistico ecc ) il 75,6% dei laureati: è il 72,7% per il primo livello e il 75,2% per i magistrali biennali. Possiede un diploma tecnico il 21,3% dei laureati: è il 23,8% per il primo livello e il 21,9% per i magistrali biennali. Residuale la quota dei laureati con diploma professionale. L’età media alla laurea è di 26,1 anni per il complesso dei laureati, nello specifico di 24,9 anni per i laureati di primo livello e di 27,7 anni per i magistrali biennali.  Un dato su cui incide il ritardo nell’iscrizione al percorso universitario: non tutti i diplomati, infatti, si immatricolano subito dopo aver ottenuto il titolo di scuola secondaria superiore.

Tirocini o esperienze all’estero: il 55,6% dei laureati termina l’università in corso: in particolare è il 54,1% tra i triennali e il 68,0% tra i magistrali biennali. Il 63,9% dei laureati ha svolto tirocini riconosciuti dal proprio corso di studi: è il 63,4% tra i laureati di primo livello e il 74,0% tra i magistrali biennali (valore, quest’ultimo, che cresce all’86,3% considerando anche coloro che l’hanno svolto solo nel triennio). Ha compiuto un’esperienza di studio all’estero riconosciuta dal corso di laurea (Erasmus in primo luogo) l’8,4% dei laureati: il 5,9% per i triennali e il 10,6% per magistrali biennali (quota, quest’ultima, che sale al 14,2% considerando anche coloro che le hanno compiute solo nel triennio). Il 59,2% dei laureati ha svolto un’attività lavorativa durante gli studi universitari: è il 59,4% tra i laureati di primo livello e il 60,9% tra i magistrali biennali.

Foto Facebook Politecnico Bari


© RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE RISERVATA - Borderline24 Il giornale - Ti invitiamo a usare i bottoni di condivisione e a non copiare l'articolo.

ConfagricolturaBari
CattolicaBari

LASCIA UN COMMENTO:

Scrivi il tuo commento
Il tuo nome qui