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Ha aggredito e minacciato di morte il titolare dell’azienda agricola per cui lavorava, dopo essere stato licenziato perché, nonostante un contratto a tempo determinato, percepiva già da gennaio 780 euro il reddito di cittadinanza.

E’ accaduto a Triggiano, alle porte di Bari, dove il consulente del lavoro della ditta si era reso conto delle somme percepite dall’uomo, un bracciante nigeriano di 30 anni già da tempo residente in Italia. Ricevuta la comunicazione dell’avvenuto licenziamento, quest’ultimo, il giorno successivo,  si è presentato comunque presso la ditta, minacciando i titolari che, spaventati, gli hanno permesso  di lavorare quel giorno saldandogli al termine la giornata per cercare di calmarlo. Ma ciò non è bastato per il 30enne che, l’indomani, si è presentato nuovamente sul posto minacciando di morte i suoi ex-datori di lavoro, che però, questa volta, lo hanno allontanato.

A quel punto le minacce sono diventate più serie e l’uomo, armato di coltello e della catena del suo ciclomotore, ha iniziato a pretendere denaro. Sono stati alcuni dipendenti dell’azienda agricola, a quel punto a chiamare i carabinieri che, evitando un’ulteriore escalation di violenza da parte del giovane, lo hanno bloccato e lo disarmano traendolo in arresto. L’uomo è stato tradotto presso il carcere di Bari.


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ConfagricolturaBari
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