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Rubano dai dieci ai trenta quintali di uva e poi la rivendono ai commercianti. Accade in Puglia, precisamente nella zona di Noicattaro-Triggiano e nella zona Barone (Noicattaro), in diverse campagne delle contrade. A denunciare l’accaduto sono gli agricoltori nojani, vittime di questi furti e fortemente preoccupati per le gravi conseguenze che questo fenomeno ha sul loro lavoro. E non solo.

Nelle grinfie dei “ladri”, stando a quanto dichiarano gli agricoltori, ci sarebbero in particolare l’uva vittoria e la black magic, due qualità preziose per la Puglia.  “Tra giovedì e domenica – spiegano – ci sono stati 4 o 5 furti. Il problema principale è che l’uva viene rivenduta ai commercianti che nei prossimi anni, sicuramente, non verranno più ad acquistare il nostro prodotto. Si tratta di un grave danno al nostro territorio, rinomato in tutta la Puglia”.

I produttori, ricordiamo, lavorano un anno intero per garantire la qualità e la sicurezza del prodotto. Quello appena trascorso, a causa dell’emergenza sanitaria, è stato poi un anno particolare che ha visto il settore in forte sofferenza. “Noi produttori non siamo tutelati da niente e da nessuno. Siamo stanchi di denunciare – proseguono –  lo abbiamo già fatto negli anni passati, ma nulla è mai cambiato.  Nessuno è intervenuto a tutela degli agricoltori che di conseguenza hanno smesso anche di denunciare” – ha specificato.

Ad aggravare le situazione però c’è anche il costante diffondersi della paura per le ritorsioni e per le minacce che possono ricevere. E’ già accaduto infatti che nel corso di un giro di perlustrazione nella propria campagna, un agricoltore, trovatosi di fronte a circa una quindicina di persone intente a rubare l’uva, abbia ricevuto l’ordine di aiutare “altrimenti ci sarebbero state conseguenze”. “Ti facciamo passare i guai” – questo avrebbero detto nello specifico all’agricoltore, raccontano ancora.

Bisogna prevenire questo fenomeno – commentano ancora – accade ogni anno puntualmente nella nostra zona, anche perché tutti sanno che non è tutelata. Il prefetto di Bari, assieme all’assessore all’agricoltura regionale, hanno promesso che nell’arco di 24-48 ore girerà la polizia nelle campagne, con squadre che tappezzeranno l’intero territorio. Anche noi agricoltori ci stiamo organizzando in gruppi di 40-50 per girare mattina, pomeriggio e notte al fine di prevenire il fenomeno. Il danno che riceviamo è notevole” – hanno sottolineato.

Non si tratta, infatti, solo del furto in sé per sé, ma anche, specificano “dell’immagine del nostro territorio, della nostra uva primizia che viene rubata e portata nei mercati generali. E’ lì che arriva la nostra uva: a Bari, a Fasano, a Conversano. Nessuno controlla da dove arriva, nessuno chiede fattura di compera. Abbiamo già fatto queste segnalazioni. Nei prossimi giorni verranno effettuati controlli nei mercati generali, intanto però noi paghiamo le tasse. Siamo spaventati” – raccontano specificando quali sono stati gli aumenti di questo anno. Dai teli, al ferro filato, fino a passare per i prodotti sanitari, tutti fattori che, assieme al furto della merce che hanno coltivato per un anno intero, ora venduta da altri, vanno a rendere precaria una situazione già difficile di per sé.

“Poveri commercianti – concludono – subiscono ottomila controlli l’anno, poi subiscono furti e nessuno tutela gli agricoltori o i commercianti che acquistano l’uva. E’ un danno enorme per tutto il territorio pugliese, oggi è toccato a noi, poi passeranno a Rutigliano, Conversano, Acquaviva. Siamo sotto assedio da parte delle bande, non sappiamo esattamente chi siano, ma il danno è enorme. Ora basta. Servono provvedimenti seri e nel più breve tempo possibile”.


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